Benessere animale, chi l'ha visto? (Foto Pixabay)
Benessere animale, chi l’ha visto?
La denuncia di Animal Equality: i ministri dell’agricoltura Ue continuano a non affrontare il tema del benessere animale, ancora assente nel consiglio Agrifish
Dov’è finito il tema del benessere animale? Non nel Consiglio Agricoltura e Pesca, che si è svolto ieri ma senza discutere di questo tema, assente dall’ordine del giorno e non menzionato né nella riunione né in conferenza stampa. Tanto che l’associazione Animal Equality “condanna i ministri dell’Agricoltura dell’UE per la loro continua incapacità di affrontare il tema del benessere animale durante la riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish) del 27 aprile, alimentando le preoccupazioni per anni di ritardi nelle riforme legislative”.
L’associazione chiede ai ministri dell’UE di inserire il benessere animale nell’agenda Agrifish “senza ulteriori indugi” e di “esigere dalla Commissione un calendario legislativo preciso”.
Il Consiglio Agrifish e gli incendi boschivi
Che il benessere animale fosse ancora fuori dall’agenda politica istituzionale europea era già stato denunciato prima del Consiglio Agrifish, che ha affrontato altri temi, fra i quali il futuro sostegno al reddito nella Politica agricola comune e l’importante tema della prevenzione degli incendi boschivi.
Per i ministri dell’Ue, “la prevenzione degli incendi boschivi deve basarsi sulle condizioni regionali e locali, che variano considerevolmente tra gli Stati membri, e che questi ultimi dovrebbero avere la flessibilità di adattare le misure alle proprie specificità nazionali e regionali”. Il tema è urgente: nella Ue gli incendi boschivi sono diventati più frequenti e distruttivi, e solo lo scorso anno sono andati in fumo oltre un milione di ettari, un’area più grande di Cipro.
Sono inoltre estesi in tutta Europa, non solo nell’area mediterranea, e i danni economici annuali sono stimati intorno ai 2,5 miliardi di euro.
Dove sta il benessere animale?
All’ordine del giorno però non c’era il benessere animale. Per Animal Equality è un’assenza significativa, considerato che il Parlamento europeo avrebbe dovuto discutere un’interrogazione orale sulla tempistica per la revisione della legislazione UE sul benessere animale, interrogazione che è stata infine esclusa dall’ordine del giorno finale della plenaria. Rimangono solo due sedute del Consiglio Agrifish nell’attuale presidenza di turno, detenuta da Cipro, e sono previste per il 26 maggio e il 22 giugno.
Animal Equality chiede che il benessere degli animali venga formalmente inserito all’ordine del giorno di entrambe le sessioni, insieme a una chiara tempistica legislativa da parte della Commissione europea.
L’opinione pubblica preme su questo tema e l’iniziativa dei cittadini europei contro le gabbie negli allevamenti, “End the Cage Age”, ha raccolto 1,4 milioni di firme. Ma l’impegno della Commissione a legiferare sul tema finora è ancora disatteso,.
“Diversi Stati membri si sono uniti all’appello per un passo avanti – spiega Animal Equality – Slovenia, Germania, Austria, Belgio e Malta hanno esortato negli ultimi mesi l’UE a dare priorità alla riforma del benessere degli animali, con Danimarca e Paesi Bassi che fanno pressioni per progressi concreti. Nonostante questa ampia coalizione di sostegno, e la costante pressione da parte dei membri del Parlamento europeo, la questione non è ancora stata formalmente dibattuta a livello ministeriale”.
Assenza di progressi
L’associazione evidenzia anche un altro dato: negli incontri pubblici tenuti dai Commissari responsabili del benessere animale e delle relative politiche, 708 in tutto negli ultimi 15 mesi, la maggior parte ha visto la partecipazione di rappresentanti della zootecnia mentre il coinvolgimento delle organizzazioni per la tutela degli animali è stato limitato.
“Il silenzio del Consiglio giunge in un momento cruciale – aggiunge Animal Equality – Il 30 aprile, il Parlamento europeo discuterà del futuro del settore zootecnico dell’UE, con un dibattito incentrato sulla produttività e sulla resilienza del settore. L’assenza di progressi sulla legislazione in materia di benessere animale solleva serie preoccupazioni circa un più ampio cambiamento delle priorità politiche, in cui le riforme promesse da tempo rischiano di essere silenziosamente accantonate”.

