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Befana, in arrivo una calza piena di dolci

Per la Befana è tempo di calze, di dolci (anche artigianali) e di nuovi regali che chiudono il periodo delle feste. Per l’Epifania due italiani su tre faranno regali quest’anno, per una spesa complessiva di 1,9 miliardi, 100 milioni più dello scorso anno, ma in calo del 20% rispetto al 2020. Si tratta di mancati acquisti per 300 milioni di euro.

Sono le stime diffuse da Confcooperative per le spese delle feste che chiudono il periodo natalizio con la calza della Befana, e non solo.

Befana, la spesa dei consumatori (per chi può)

«Ben 3 italiani su 4 dichiarano di aver speso tanto a Natale e Capodanno e di voler risparmiare qualcosa in vista degli aumenti già entrati nel carrello della spesa». È quanto emerge da una ricerca del Centro studi di Confcooperative.

La spesa media per ogni consumatore sarà, dice la sigla, di 70 euro. Naturalmente si tratta di una festa soprattutto per i bambini, tanto è vero che a farla da padrone sono i giocattoli (soprattutto nel Sud Italia) e le tradizionali calze, pieno di cioccolato e dolci. E di carbone, per i bambini zuccherato ma certo non al primo posto delle richieste dei più piccoli.

Confcooperative spiega che ci saranno anche altre spese, come quelle dell’abbigliamento (del resto ci sono anche i saldi, per chi potrà approfittare dell’occasione). Per i viaggi, in realtà fioccano le cancellazioni per un italiano su tre. Confcooperative segnala però le festività hanno acuito le difficoltà per 10 milioni di italiani.

 

Epifania, la Befana porta dolcetti ma anche frutta secca

 

Befana, una calza di carbone e dolci locali

La calza della Befana richiama i dolci. E i dolci, spiega Cna Agroalimentare, sono anche quelli della tradizione regionale e locale, oltre al carbone.

«Festa dei bambini per eccellenza (e infatti nella religione cristiana l’Epifania celebra la manifestazione della divinità di Gesù ai tre Re Magi) oltre che ai doni è dedicata ai dolci. Per i più piccoli ma anche per gli adulti – spiega la Cna Agroalimentare – Il carbone dolce è tutto sommato una ricetta diffusasi di recente anche se affonda le sue radici nei millenni. Il carbone riporta al fuoco che si accendeva nei primi giorni di gennaio, come elemento di buon auspicio, le cui ceneri venivano sparse sul terreno per ingraziarsi il raccolto. In seguito ai bambini che avevano commesso marachelle si minacciava carbone (non dolce, quello vero) come dono portato dalla Befana. Poi, negli anni del boom economico, la trasformazione da punizione in leccornìa».

Ci sono però anche i dolci speciali per l’Epifania. La tradizione è stata ripresa quest’anno con un rilancio dei prodotti tipici.

Fra i dolci locali, la Cna segnala i cammelli dolci di pasta sfoglia che si fanno il 5 e 6 gennaio a Varese e provincia; in Liguria per l’Epifania si prepara l’ultima infornata di anicini, un dolce festivo caratterizzato dalla presenza dell’anice a metà tra una focaccia e un biscotto che non prevede l’utilizzo di nessun genere di grassi. Nel Triveneto alla Befana è dedicata la pinza de la marantega (Befana, in veneziano), un pane dolce arricchito di uvetta, fichi secchi, arancia candita, pinoli, grappa, cotto preferibilmente sotto la cenere dei falò e coperto da foglie di cavolo.

In Toscana si preparano a Siena e dintorni i cavallucci, biscotti morbidi lievitati, e tra Lucca e Viareggio i befanini, che prevedono anche la presenza di rhum e sono realizzati in tipiche forme natalizie. In realtà si tratta di dolci diffusi ormai in tutta la regione e che si gustano tutto l’anno. Ancora viaggiando lungo lo Stivale, in Abruzzo e in Molise da Natale all’Epifania si preparano i pepatelli, il cui nome viene da un ingrediente alquanto insolito in un dolce, il pepe nero appunto, ma aggiunto in modica quantità a farina, cacao, miele, mandorle e buccia d’arancia.

Scendendo ancora più a Sud tipici dolcetti dell’Epifania (e non solo) pugliesi sono le cartellate baresi e i purcidduzzi salentini. A Napoli, infine, all’Epifania si gusta la prima pastiera dell’anno, il dolce a base di grano e crema tradizionalmente associato alla Pasqua. Ma non si tratta di un fuor d’opera. Nel calendario il 6 gennaio si festeggia, per la precisione, la Pasqua Epifania, che vuol dire preannuncio della Pasqua.

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