Balzo avanti dell'inflazione, a gennaio più 4,8%
Inflazione, nel 2021 rincara il carrello della spesa. Stangata sulle famiglie
L’Istat conferma le stime: l’inflazione a dicembre è al 3,9%. Rincara il carrello della spesa: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona salgono a più 2,4%, i prodotti ad alta frequenza di acquisto segnano più 4% in un anno. I Consumatori: stangata sulle famiglie
L’inflazione a dicembre 2021 è del 3,9% su base annua, da più 3,7% di novembre. Mentre i prezzi al consumo aumentano su base mensile dello 0,4%. L’Istat conferma oggi la stima preliminare sull’inflazione di dicembre, che vede un netto aumento del carrello della spesa.
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona raddoppiano infatti la loro crescita da +1,2% a +2,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano da +3,7% a +4,0%. In quest’ultima categoria rientrano, oltre a generi alimentari e bevande, tabacchi e spese per l’affitto, detergenti per la pulizia della casa, carburanti e trasporti urbani, spese di assistenza.

Inflazione, l’andamento del 2021
In media, nel 2021 i prezzi al consumo registrano una crescita pari a +1,9% (era -0,2% nell’anno precedente). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +0,8% (+0,5% nel 2020) e al netto dei soli energetici a +0,7% (come nell’anno precedente).
L’Istat spiega che l’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base annuale dipende soprattutto dai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%), a quelli dei beni durevoli (da +0,4% a +0,8%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9% a +2,3%). Continuano a crescere in modo sostenuto i prezzi dei beni energetici, pur rallentando un po’ (da +30,7% a +29,1%).
L’aumento dell’inflazione su base mensile dipende, da un lato, dai prezzi degli alimentari non lavorati (+1,1%) e dei beni durevoli (+0,6%), dall’altro dalla crescita, a causa di fattori stagionali, dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,9%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%).
«Nel 2021, dopo la flessione del 2020 (-0,2%), i prezzi al consumo tornano a crescere in media d’anno (+1,9%), registrando l’aumento più ampio dal 2012 (+3,0%) – commenta l’Istat – La ripresa dell’inflazione nel 2021 è essenzialmente trainata dall’andamento dei prezzi degli Energetici (+14,1%), diminuiti invece dell’8,4% nel 2020».
«L’inflazione acquisita o trascinamento per il 2022 (cioè la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili fino a dicembre) è pari a +1,8%, diversamente da quanto accaduto per il 2021, quando fu -0,1%».

Codacons: per le famiglie quasi 1200 euro in più l’anno
È una stangata da quasi 1200 euro a famiglia, dice il Codacons di fronte alla conferma dell’inflazione al 3,9%.
«Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi in Italia, destinata purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi – afferma il presidente Carlo Rienzi – Complessivamente nel 2021 la famiglia “tipo” italiana, a causa del tasso di inflazione medio all’1,9% registrato lo scorso anno, ha dovuto sborsare 584 euro in più per l’aumento dei prezzi al dettaglio, con punte di +758 euro annui per un nucleo con due figli. Numeri destinati ad aggravarsi in considerazione dei rialzi delle bollette di luce e gas scattati l’1 gennaio, e che determineranno una ondata di rincari in tutti i settori. Una situazione che mette a serio rischio i consumi delle famiglie, che potrebbero crollare nel 2022 come conseguenza del caro-vita».
Assoutenti: oltre 200 euro in più solo per mangiare
Un “massacro per le tasche delle famiglie”, commenta Assoutenti, che dovranno affrontare bollette di luce e gas più care e prezzi al dettaglio più alti. Solo gli alimentari sono aumentati del 2,9% in un anno, sottolinea l’associazione.
Dice il presidente Furio Truzzi: «Solo per mangiare gli italiani si ritrovano oggi a spendere 217 euro in più a famiglia su base annua, a causa dei rincari registrati nel comparto. Pesante anche l’impatto della voce “trasporti” (+9,6% a dicembre) che determina un aggravio di spesa sugli spostamenti pari a +519 euro annui a nucleo»,
Entro la primavera, teme Assoutenti, ci potrebbe essere un raddoppio del tasso di inflazione. E a tutto questo le famiglie reagiranno contraendo la spesa.
UNC: rialzi catastrofici
Sono “rialzi catastrofici” per l’Unione Nazionale Consumatori che parla di un “salasso” dovuto ai prezzi di luce, gas e carburanti.
«Rincari che stanno dissanguando gli italiani con effetti nefasti sui consumi – dice il presidente UNC Massimiliano Dona –L’inflazione a 3,9% significa, infatti, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 1407 euro su base annua, 535 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 519 euro per i Trasporti. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1303 euro, 537 per l’abitazione, 452 per i trasporti, in media per una famiglia il rialzo complessivo è di 1094 euro, 504 per l’abitazione e 332 per i trasporti».

