Covid, Oxfam: anche in Italia dilaga il virus della disuguaglianza

Covid, Oxfam: anche in Italia dilaga il "virus della disuguaglianza"

La pandemia delle disuguaglianze” è il titolo del rapporto Oxfam sulle conseguenze economiche e sociali legate all’emergenza sanitaria in tutto il mondo. Milioni di persone in più sono cadute in povertà, in Italia un milione in più solo nel 2020.

“È il virus della disuguaglianza, non solo la pandemia, a devastare così tante vite”, afferma Oxfam. Le 10 persone più ricche del mondo detengono, secondo il rapporto, una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale, ovvero di 3,1 miliardi di persone. Ed ogni quattro secondi una persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per fame, per violenza di genere. Fenomeni connotati da elevati livelli di disuguaglianza.

Pandemia, i numeri della disuguaglianza in Italia

Il nostro Paese non fa eccezione. “Disuguitalia”, infatti, è il titolo della sezione del rapporto dedicata all’Italia.

“La pandemia – spiega Oxfam – ha aggravato le condizioni economiche delle famiglie italiane e rischia di ampliare a breve e medio termine i divari economici e sociali preesistenti”.

La quota di ricchezza detenuta dal’1% più ricco supera oggi di oltre 50 volte quella detenuta dal 20% più povero della popolazione. A fine 2020 il 5% più ricco degli italiani deteneva una ricchezza superiore a quella dell’80% più povero.

Inoltre nei 21 mesi intercorsi tra marzo 2020 e novembre 2021 il numero dei miliardari italiani della Lista Forbes è aumentato di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%, toccando quota 185 miliardi di euro alla fine dello scorso novembre. I 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri (18 milioni di persone adulte).

 

disuguaglianza

 

Aumenta l’incidenza della povertà assoluta

Crescono, dunque, le disuguaglianze nel biennio 2020-2021, con le famiglie più povere incapaci di intercettare la significativa crescita del risparmio registrata durante la pandemia.

Alla riduzione delle spese per consumi è corrisposto nel 2020 un significativo aumento dell’incidenza della povertà assoluta. Oltre 1 milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati nella povertà, sebbene – sottolinea Oxfam – su questo disastro sociale possa aver inciso maggiormente, a differenza della precedente recessione, il cambiamento pandemico delle abitudini di consumo rispetto alla perdita di potere d’acquisto, pur significativa, delle famiglie.

Gli strumenti emergenziali di supporto al reddito – secondo Elisa Bacciotti, responsabile Campagne di Oxfam Italia – “hanno attenuato le disuguaglianze retributive e reddituali, ma le prospettive a breve restano incerte, data la temporaneità degli interventi e i rischi, tutt’altro che scongiurati, di un ritorno allo status quo pre-pandemico. In primis, per quanto riguarda il nostro mercato del lavoro profondamente disuguale e che genera, in modo strutturale, povertà da decenni”.

Anche sul fronte occupazionale, infatti, la situazione presentata è precaria. La ripresa del 2021 – spiega l’Oxfam – non è trainata da lavoro stabile e rischia di riproiettarci nel mondo pre-pandemico, che ha visto crescere la quota dei working poor di oltre 6 punti percentuali dall’inizio degli anni ‘90.

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