pasto cucinare

L'8,6% dei cittadini europei non può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni

L’8,6% dei cittadini nell’Ue non può permettersi un pasto adeguato. Una percentuale che arriva al 21,7% fra le persone a rischio di povertà.

Il 3,3% della popolazione europea non può permettersi una connessione a internet, percentuale che sale a quasi il 10% fra le persone a rischio di povertà. I dati diffusi dall’Eurostat accendono i riflettori su due degli indicatori utilizzati per definire la grave deprivazione materiale e sociale.

Un pasto adeguato e la connessione internet in Ue

«Nel 2020, l’8,6% della popolazione dell’UE e più di una persona su cinque a rischio di povertà (21,7%) non poteva permettersi un pasto a base di carne, pesce o un equivalente vegetariano ogni due giorni. Inoltre, il 3,3% della popolazione dell’UE e una persona su dieci a rischio di povertà (9,7%) non potevano permettersi una connessione a Internet».

In Italia, l’impossibilità di permettersi un pasto adeguato ed equilibrato, a base di proteine animali o un equivalente vegetariano, riguarda il 9,9% della popolazione totale e il 21,9% delle persone a rischio di povertà (dati 2019).

E questi sono due degli elementi, 13 in tutto, usati per determinare il tasso di grave deprivazione materiale e sociale.

 

grafico eurostat
Material deprivation 2020, Eurostat 2022

 

Le differenze nazionali

La percentuale più alta di persone a rischio povertà che non possono permettersi un pasto a base di carne, pesce o un equivalente vegetariano è stata registrata in Bulgaria (54,6%), seguita da Grecia (45,6%) e Slovacchia (36,0%). La quota più bassa c’è invece a Cipro (3,8%), seguita da Irlanda (3,9%), Lussemburgo e Paesi Bassi (entrambi 6,6%).

La quota più alta di persone a rischio povertà che non possono permettersi una connessione internet si registra in Romania (40,9%), seguita dalla Bulgaria (26,6%). La quota più bassa è stata invece registrata in Svezia (1,1%), seguita da Paesi Bassi e Lussemburgo (entrambi 1,3%).

Questi due indicatori sono più alti fra le persone che si trovano in uno stato di povertà ma non sono affatto irrilevanti neanche fra la popolazione totale, specialmente per quanto riguarda la percentuale di persone che non possono permettersi un pasto adeguato ogni due giorni. Sul totale della popolazione (e non sul totale delle persone a rischio di povertà) questo valore raggiunge il 25,9% in Bulgaria, il 12,4% in Grecia, il 14,7% in Romania. Ancora, il 15,1% in Germania e il 7,1% in Francia.

Grave deprivazione: gli indicatori

Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale si definisce quando le persone si trovano in una condizione che presenta almeno 7 indicatori di deprivazione su una lista di 13.

Questi comprendono la capacità di far fronte a spese impreviste, la possibilità di permettersi una settimana di ferie annuali lontano da casa, la capacità di far fronte agli arretrati di pagamento (su mutui o canoni di locazione, bollette, servizi di acquisto a rate o altri pagamenti di prestiti), la capacità di permettersi un pasto con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni, la capacità di mantenere casa in modo adeguato, avere accesso a un’auto/furgone per uso personale e poter sostituire mobili usurati.

C’è poi un elenco di indicatori individuali che comprendono avere una connessione a Internet, sostituire vestiti logori con altri nuovi, avere due paia di scarpe che calzano correttamente (incluso un paio di scarpe per tutte le stagioni), la possibilità di spendere una piccola somma di denaro ogni settimana per se stesso, avere attività ricreative regolari e ritrovarsi con amici/familiari per un drink o pasto almeno una volta al mese.

Parliamone ;-)