Neuropsichiatri infantili: con la guerra a rischio la salute mentale dei minori
La SINPIA lancia l’allarme sulle conseguenze della guerra sulla salute mentale delle persone più fragili, come bambini/e e adolescenti: “più alta l’incidenza di disturbi d’ansia e dell’umore, con evoluzione, nel 30-40% dei casi, in un disturbo post-traumatico da stress”
I conflitti armati hanno gravi conseguenze sulla salute mentale dei minori – avverte la SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che esprime profonda preoccupazione per gli effetti della guerra in Ucraina sulla salute fisica, mentale e sociale dei soggetti più fragili, come bambini/e e adolescenti.
“Essi sono fortemente vulnerabili allo stress e con minori capacità di adattamento ai traumi, con conseguenze devastanti sul loro sviluppo e quindi sul loro futuro che è il futuro del mondo”, spiega la Prof.ssa Elisa Fazzi, Presidente della SINPIA e direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia.
Dalla pandemia alla guerra, gli effetti sulla salute mentale dei minori
La guerra arriva in un momento già critico per il benessere dei soggetti più fragili – spiega la SINPIA –. Secondo i dati di un ampio studio internazionale sull’impatto della pandemia sulla salute mentale e fisica di bambini e adolescenti, recentemente presentato al Congresso SINPIA, il benessere psichico dei minori è diminuito di più del 10% a livello globale, con il raddoppio dei bambini con bisogno di supporto specialistico e con un aumento di rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, senso di solitudine e di impotenza, stress, disturbi del sonno.

A questo scenario ora si aggiungono le conseguenze della guerra scoppiata in Europa – prosegue. – La letteratura medica riporta numerosi studi sulle conseguenze dei conflitti armati sugli individui in età evolutiva, come ad esempio un più elevato rischio di nascita prematura ed un incremento di mortalità infantile e l’aumento del numero di bambini orfani.
“Durante l’infanzia e l’adolescenza viene segnalata una più alta incidenza di disturbi d’ansia e dell’umore, con evoluzione, nel 30-40% dei casi, in un disturbo post-traumatico da stress. Tale condizione psicopatologica determina un’importante compromissione della salute psichica anche in età adulta”, spiega il professor Alessandro Zuddas, Vicepresidente SINPIA e Direttore della UO dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale A Cao – Università di Cagliari.
Recenti ricerche evidenziano, inoltre, come “le conseguenze psichiche della guerra perdurino nelle generazioni successive”. Questo – spiega la SINPIA – “vale per i bambini dei Paesi dove la guerra c’è, ma vale in qualche misura anche per i bambini che la guerra la vedono alla televisione o attraverso i racconti degli adulti”.
Per la SINPIA, così come a livello europeo per la ESCAP – European Society for Child and Adolescent Psychiatry di cui fanno parte molti specialisti anche ucraini e russi, “il primo obiettivo deve essere quello di tutelare al massimo la salute psicofisica di ogni bambino/a e adolescente e di ogni essere umano, per consentire loro di crescere al sicuro dalle minacce e dalle conseguenze dei conflitti armati”.

