Come spiegare la guerra ai bambini

Oggi un bambino su 5 vive in zone di conflitto – ricorda Save The Children, che richiama l’attenzione sulla necessità di spiegare la guerra anche ai bambini che sono lontani da tutto questo.

Un buon modo per iniziare è quello di ascoltare le loro domande, i loro dubbi e soprattutto le loro paure, questo ci aiuterà ad orientare il dialogo verso ciò che per loro è davvero importante conoscere – spiega l’Organizzazione, che diffonde alcuni consigli utili per affrontare una tematica così difficile e delicata.

Come spiegare la guerra ai bambini?

In primo luogo – afferma Save The Children – non bisogna dimenticare di lasciare il giusto spazio alle emozioni, che possono essere anche molto forti quando si tocca un tema come la guerra.

Quelle dei bambini, come la paura che certe cose possano succedere anche ai propri familiari, hanno bisogno di essere contenute e non amplificate – sottolinea. – Quelle degli adulti, come la paura di essere inadeguati al compito, dovrebbero invece essere espresse senza timori, cercando spazi di confronto con altri adulti e un eventuale sostegno.

Save The Children raccomanda, inoltre, di accompagnarli nella fruizione delle notizie sulla guerra. Può succedere, infatti, che i bambini ricevano accidentalmente informazioni sul tema, in particolare dai media – spiega.

 

spiegare la guerra ai bambini

 

Il primo punto è capire cosa ne sanno dell’argomento, che idea si sono fatti e procedere analizzando insieme la situazione e le notizie più recenti, ricordandosi di impostare una discussione appropriata alla loro età, pur senza minimizzare. Un buon metodo può essere creare nei diversi contesti educativi e a casa dei momenti in cui si analizzano insieme le notizie e, soprattutto, si lascia spazio alle loro domande.

Inoltre si possono suggerire libri da leggere sul tema della guerra e della pace. Per parlare di un tema così delicato – suggerisce Save The Children – può essere di grande aiuto partire da una storia pensata e creata per i bambini. Oppure usare una storia scritta da loro stessi.

Dare spazio alle testimonianze dei coetanei

Le storie personali hanno sempre un grande impatto sugli adulti come sui bambini e possono servire anche a comprendere meglio, sfruttando l’empatia e l’immedesimazione – spiega l’Organizzazione. La narrazione autobiografica può essere, quindi, molto efficace non solo per capire le condizioni dei bambini in guerra, ma anche per conoscere i loro sogni.

Per gli insegnanti, inoltre, può essere utile creare dei percorsi didattici in classe, utilizzando metodologie non formali e promuovendo il protagonismo degli studenti.

Parliamone ;-)