Non profit, il Forum Terzo Settore chiede di completare la Riforma
Non profit, il Forum Terzo Settore chiede di completare la Riforma
Il Forum Terzo Settore ribadisce l’urgenza di completare la riforma del terzo settore, attesa da cinque anni: “Senza una norma fiscale giusta scompariremo”
“Il mancato completamento della riforma del Terzo settore, atteso ormai da cinque anni, sta portando conseguenze gravissime per tutto il non profit italiano, in particolare per l’associazionismo di promozione sociale e per il volontariato”. Questo l’allarme lanciato dal Forum del Terzo settore, ribadito in occasione dell’iniziativa pubblica che si è svolta a Roma questa mattina.
“Senza un rapido e risolutivo intervento rischiamo di scomparire”, afferma il Forum Terzo Settore.
Le difficoltà del Terzo Settore senza riforma
Il Forum spiega, dunque, quali sono le difficoltà delle associazioni e le conseguenze della mancata riforma.
“Non potremo più essere presenti nelle emergenze come abbiamo fatto finora – dichiara la Portavoce del Forum Vanessa Pallucchi – se le nostre organizzazioni non saranno messe nelle condizioni di operare al meglio e con le tutele necessarie. Abbiamo sempre risposto con tempestività, e non senza fatica, ai momenti più critici di questi ultimi anni […] le nostre organizzazioni lo stanno facendo anche adesso, con l’emergenza umanitaria della guerra in Ucraina”.
“Nonostante le incertezze sul proprio futuro sono sempre in prima linea, sempre a dare fiducia e a tenere salda la coesione sociale – prosegue Pallucchi. – Riceviamo per questo riconoscimenti e apprezzamenti da più parti, ma le parole non ci bastano più. Abbiamo bisogno di fatti concreti; abbiamo bisogno che vengano approvate le nuove norme fiscali.”
“Il paradosso è che si chiede agli enti di trasmigrare nel registro unico del Terzo settore senza che conoscano il loro destino fiscale. E alla luce di questa incertezza normativa sono ampi i settori dell’associazionismo e del volontariato che potrebbero non diventare enti di Terzo settore. Comprensibilmente in molti stanno crescendo sentimenti di irritazione e di sfiducia – prosegue Pallucchi –. La scomparsa di molte esperienze di impegno civico, a cominciare dalle più piccole, e da quelle che operano nei territori più complessi, sarebbe drammatica.”
Il Terzo Settore cerca, dunque, “regole stabili, non vessatorie, non peggiorative della situazione attuale” – conclude la portavoce Pallucchi –. “Al contrario, quello che sta accadendo è che, da un lato, si chiede al Terzo settore di consolidare e migliorare il proprio impegno – senza peraltro che a ciò corrisponda qualche nuovo sostegno o incentivo – e dall’altro lo si vuole colpire come fosse un pericoloso evasore fiscale.”

