I viaggiatori responsabili non comprano animali esotici né souvenir (fonte foto: pixabay)
Viaggiatori responsabili, luoghi esotici e souvenir a rischio: ecco cosa non fare
I crimini di natura sono una minaccia per la biodiversità, la salute e l’economia. Le indicazioni del WWF per i viaggiatori responsabili: non comprare animali esotici né avori o gioielli in corallo e non raccogliere souvenir in natura
Crimini di natura, bracconaggio e traffico di specie illegali sono una minaccia per la biodiversità, per la sicurezza, la salute e l’economica. Il traffico illegale di specie selvatiche alimenta il bracconaggio e il crimine contro le specie selvatiche uccide non solo gli animali ma anche le persone. Ogni anno, dice il WWF, un ranger su 7 viene ferito gravemente sul lavoro e sono più di mille i ranger che hanno perso la vita per la difesa della biodiversità negli ultimi 10 anni. In un report sui crimini di natura e i traffici di specie animali e vegetali, il WWF presenta anche un vademecum per i turisti e per i viaggi in luoghi esotici. L’obiettivo è avere viaggiatori responsabili, che non alimentino con i loro comportamenti il traffico di souvenir a rischi.
Viaggiatori responsabili, vacanze nei luoghi esotici e souvenir a rischio
La prima indicazione per i viaggiatori responsabili è quella di non comprare animali esotici (come rettili o pesci tropicali) né prodotti della filiera di questo mercato, come avorio, pelli, unguenti e gioielli in corallo. Il loro commercio è severamente regolato a livello nazionale ed internazionale da normative CITES (la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) con pene severe anche per gli acquirenti. Anche il mercato di prodotti di origine forestale è severamente regolamentato.
Altra indicazione: non raccogliere souvenir in natura come conchiglie, frammenti di coralli, sabbia, fiori e piante. Il trasporto transfrontaliero è regolamentato anch’esso da norme CITES e i controlli in alcuni Paesi sono molto stringenti con pene severe.
Attenzione anche alle foto, o meglio: non alimentare il mercato delle foto ricordo con animali selvatici detenuti illegalmente da privati.
«In alcuni Paesi è possibile che, in cambio di denaro, ti offrano di scattare fotografie o perfino di interagire con animali detenuti in strutture di semi-cattività. Questa attività – scrive il WWF – è assolutamente non sostenibile e incoraggia in modo significativo la cattura illegale e la detenzione di nuovi individui. Non solo, alcune strutture ospitano prevalentemente animali di giovane età che risultano più attrattivi per i turisti: questa richiesta di mercato prevede l’allontanamento prematuro dei piccoli dalla madre se non l’uccisione della stessa da parte dei bracconieri».
Bisogna fare molta attenzione anche all’alimentazione e a quello che si trova nel piatto, magari proprio alla ricerca di esperienze esotiche.
«Spesso molte specie minacciate di estinzione vengono servite come piatti tradizionali in diversi Paesi – scrive ancora il WWF – Un esempio lampante è la zuppa di pinne di squalo: considerata piatto prelibato in diverse aree dell’Asia provoca una mattanza di diverse specie di elasmobranchi. Informati su quali piatti di origine animale siano sostenibili prima di partire alla volta di qualsiasi Paese».

Crimini di natura, un danno da tutti i punti di vista
Le indicazioni per i viaggiatori responsabili vogliono dunque incoraggiare un turismo più sostenibile, a fronte di crimini di natura che rappresentano anche un danno per l’economia, oltre che per la salute e l’ambiente. In che modo? Le entrate legate al turismo portate da un singolo elefante durante la sua vita, spiega l’associazione ambientalista, sono superiori a 1.75 milioni di dollari. In altri termini, un elefante vale 10 volte più da vivo che da morto.
Il traffico illegale di animali è inoltre un potenziale vettore di malattie zoonotiche come denuncia il WWF in vari report pubblicati dal 2020 a oggi. «Rientrano in questa categoria numerose malattie come HIV, influenza aviaria, ebola e, con buona probabilità, il COVID-19», dice ancora il WWF.
Le specie più trafficate al mondo sono state tra il 2014 e il 2018 il palissandro, specie di albero tropicale utilizzata massicciamente per i mobili (31.7%) seguito da elefanti, massacrati per l’avorio delle loro zanne (30.6%) e pangolini (13.9%), le cui scaglie sono usate nella medicina tradizionale. Ogni anno sono più di 20.000 gli elefanti uccisi per alimentare questo mercato.
Il corno di rinoceronte può arrivare a valere 95.000 dollari al Kg al mercato nero. Ciò significa che ogni singolo animale ha un potenziale valore che va dai 750.000 al milione di dollari.
La tigre, prosegue il WWF, è invece oggetto di uccisioni illegali finalizzate ad alimentare il la produzione di medicine tradizionali e pellicce, ma anche trofei. In altri casi questi animali sono catturati vivi e destinati ad essere detenuti in cattività. Attualmente restano meno di 4.000 tigri in natura. I crimini di natura spesso si accompagnano ad altri reati, come la corruzione e il riciclaggio di denaro, quest’ultimo il crimine più comunemente connesso ai crimini di natura.

