riunione cdm

Taglio accise e bonus contro il caro vita, le misure del CdM per le famiglie (fonte foto: @Palazzo_Chigi)

Taglio accise e bonus per il caro vita, le misure del CdM per le famiglie

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha prorogato all’8 luglio il taglio delle accise sui carburanti e approvato il decreto aiuti per famiglie e imprese. Previsto un bonus di 200 euro per lavoratori e pensionati con reddito inferiore a 35 mila euro. Ecco le misure del CdM per le famiglie

Il Consiglio dei Ministri «ha approvato un provvedimento molto articolato che ha un obiettivo chiaro: difendere il potere d’acquisto delle #famiglie, soprattutto le più deboli, e la capacità produttiva delle #imprese», si legge sul profilo twitter di Palazzo Chigi.

«Il taglio delle #accise su benzina e gasolio è stato rinnovato per altri 2 mesi e rinnoviamo per altri 3 mesi l’intervento sociale per 5,2 mln di famiglie che continuano a essere protetti dai rincari dell’energia», dice il presidente del Consiglio Mario Draghi (profilo twitter di Palazzo Chigi). È stato approvato poi un provvedimento di sostegno a 28 milioni di italiani: per i pensionati e i lavoratori dipendenti che hanno un reddito fino a 35 mila euro ci sarà un bonus, uguale per tutti, di 200 euro.

Sono i provvedimenti in favore delle famiglia approvate ieri dal Consiglio dei Ministri, che in una doppia seduta ha dato il via libera al taglio delle accise e a una serie di misure a sostegno di famiglie e imprese.

 

 

Misure del CdM: il prezzo dei carburanti

Sul versante dell’energia, il CdM nella prima riunione di ieri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti. Dal 3 maggio 2022 e fino all’8 luglio 2022, le aliquote di accisa sono rideterminate in questo modo:

  • benzina: 478,40 euro per mille litri;
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 367,40 euro per mille litri;
  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 182,61 euro per mille chilogrammi;
  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo;

Inoltre, per lo stesso periodo, l’aliquota IVA applicata al gas naturale usato per autotrazione è stabilita nella misura del 5 per cento. 

 

Le misure del CdM per le famiglie

Il CdM di ieri pomeriggio ha approvato inoltre un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina.

Sul lato famiglie, si segnala il bonus sociale energia elettrica e gas: la misura, già adottata per il secondo trimestre 2022, è estesa al terzo trimestre 2022 e sarà attuata dall’Arera, l’ Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Sul versante lavoro e politiche sociali, viene riconosciuto un assegno per lavoratori e pensionati (200 euro) con reddito inferiore a 35 mila euro per contribuire alle difficoltà connesse al caro prezzi.

Viene incrementato poi il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione (“Fondo affitti”). In tema di servizi di cittadinanza digitale, il Ministero dello sviluppo economico stipula convenzioni con le amministrazioni pubbliche al fine di realizzare il progetto “Polis – Case dei servizi di cittadinanza digitale” per rendere accessibili i servizi dei comuni.

UNC: bene contributo, ma la stangata per caro vita è di quasi 1800 euro

«I provvedimenti di oggi (ieri, ndr) affrontano il caro-vita, l’accelerazione dei prezzi dipende in larghissima misura dai prezzi dell’energia. E questo significa che si tratta di una situazione temporanea che va affrontata con strumenti eccezionali», ha detto il presidente Draghi illustrando il decreto aiuti.

«Giusta l’analisi del premier sulle cause dell’inflazione, ossia il rincaro dei beni energetici – ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Per quanto apprezziamo molto l’idea di un contributo per affrontare il caro vita, un provvedimento che va finalmente nella giusta direzione, non possiamo però che evidenziare che 200 euro una tantum, per quanto apprezzabili, siano del tutto insufficienti, considerato che l’inflazione al 6,2% significa un aumento del costo della vita, per una famiglia media, pari a 1796 euro su base annua, ossia 9 volte di più».

L’UNC stima poi che una coppia con due figli, in cui entrambi lavorano con reddito inferiore a 35 mila euro, avrà un contributo complessivo di 400 euro; l’inflazione però per loro provoca una stangata da oltre 2200 euro l’anno, oltre cinque volte di più rispetto al contributo stesso.

«Va ricordato, infine, al Premier che anche se l’inflazione a breve potrà anche calare ed essere temporanea – aggiunge Dona – non vuol dire che i prezzi in valore assoluto scenderanno e quindi l’impoverimento proseguirà. Ecco perché bisogna fare di più sul fronte caro energia».

Parliamone ;-)