Spesa per consumi, UNC: ancora lontani dai livelli pre-pandemia (fonte foto: pixabay)
Spesa per consumi, UNC: ancora lontani dai livelli pre-pandemia
Fra il 2019 e il 2021 c’è un calo della spesa media mensile delle famiglie di 122 euro. UNC: la spesa per consumi è lontana dai livelli pre-pandemia
Fra il 2019 e il 2021 c’è una differenza di spesa media mensile di 122 euro in meno. Il calo percentuale nella spesa per i consumi delle famiglie è del 4,8%. Una famiglia nel 2021 ha speso in media durante l’anno 568 euro in meno per i trasporti, 355 euro in meno per la ristorazione, 336 euro in meno per ricreazione, spettacoli e cultura, 174 euro in meno per abbigliamento e calzature. Sono i numeri rielaborati dall’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati Istat diffusi ieri.
«I consumi sono lontani anni luce da quelli pre-pandemia», sostiene Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
La spesa per consumi delle famiglie
I dati dell’Istat sulla spesa per consumi delle famiglie nel 2021 hanno evidenziato che questa è in ripresa a più 4,7% ma non per tutti. Aumenta anche perché sconta il confronto col 2020, l’anno della pandemia e delle restrizioni, ma vede ancora forti differenze territoriali.
Le famiglie più abbienti spendono 5 volte in più di quelle meno abbienti e la disuguaglianza nei livelli di spesa si accentua, tornando ai livelli del 2019. Seppure accentuati, riconosce l’Istituto, i progressi del 2021 non compensano il crollo del 2020: rispetto al 2019, infatti, la variazione in valori correnti della spesa per consumi delle famiglie ha ancora segno negativo (-4,8%).
Nel 2021 le abitudini di spesa e di consumo si sono adattate alle conseguenze della pandemia. I comportamenti di spesa relativamente più stabili sono stati quelli relativi ad alimentari, bevande e sanità. Le famiglie risparmiano ancora su viaggi e abbigliamento.

UNC: c’è ancora un gap di spesa nel 2021 rispetto al pre-pandemia
Oggi l’UNC diffonde delle stime in cui evidenzia che la spesa per i consumi delle famiglie è ancora in calo rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemia. E ora è sottoposta a una doppia tensione: la tendenza al rialzo, come rimbalzo post pandemia, e quella alla contrazione e alla diminuzione per il carovita e il caro energia.
«Elaborando i dati resi noti ieri dall’Istat, nel 2021 la spesa per i trasporti è ancora inferiore di 568 euro rispetto al 2019, -16,4%, quella per i servizi di ristorazione è più bassa di 355 euro e vanta il primato in termini di variazione percentuale con -22,7% – spiega Dona – Al terzo posto ricreazione spettacoli e cultura con una riduzione di 336 euro, -22%. Una situazione che se da un lato nel 2022 è destinata a migliorare per via della fine dei lockdown, per altro verso è condannata a peggiorare per colpa della riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e del caro bollette e carburanti».
«Nel complesso – spiega Dona – la spesa di una famiglia media nel 2021 è inferiore di 1470 euro rispetto al 2019. Gap che, però, raggiunge il record di 3.118 euro annui per le coppie senza figli tra 35 e 64 anni, mentre per le coppie con due figli è pari a 2.019 euro. Unica tipologia di famiglia con consumi crescenti è quella del pensionato solo, +55 euro all’anno. La ragione è che le loro spese sono solo quelle obbligate, non sono comprimibili e non sono state influenzate dalle chiusure parziali che ci sono state anche nel 2021».

