cocker spaniel

Cani e pandemia, oltre 117 mila italiani hanno cambiato idea dopo il boom di adozioni (fonte foto: pixabay)

Usciremo migliori dalla pandemia? Ne usciremo insieme al cagnolino che ci ha fatto compagnia durante gli angoscianti mesi del lockdown? No, per alcuni il percorso non è questo. Ne usciranno senza il compagno pelosetto a quattro zampe che avevano deciso di adottare durante la pandemia. Perché un cane è compagno di coccole e di compagnia ma anche di impegno, e quell’impegno non tutti sono in grado di affrontarlo e mantenerlo.

Così accade che, se con l’arrivo della pandemia c’è stato un boom di adozioni di cani, superata la fase di emergenza molti abbiano deciso di tornare sui propri passi.

Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different, finito il lockdown, «oltre 117 mila proprietari hanno cambiato idea restituendo l’animale al canile o affidandolo ad un’altra famiglia».

 

Giornata degli animali Enpa
Cani e gatti in pandemia, Enpa: boom di adozioni durante il lockdown

 

C’è chi adotta il cane e poi… cambia idea

L’indagine racconta di un boom di adozioni di cani durante la pandemia. Sono circa 3,4 milioni gli italiani che, fra il 2020 ed il 2021, hanno fatto questa scelta (21,6% dei proprietari).

«Amore a prima vista, ma non per tutti se si considera che oltre 117 mila proprietari hanno cambiato idea restituendo l’animale al canile o affidandolo ad un’altra famiglia – prosegue l’iindagine – Il 28,3% di chi ha preso un cane negli ultimi 2 anni ha detto di averlo fatto appositamente per alleggerire il lockdown e circa 196 mila individui hanno ammesso di averlo preso solo per aggirare i limiti alla mobilità imposti dal Governo in quel periodo (5,7%)».

Pare proprio che sia andata così. Il pelosetto a quattro zampe ha fatto compagnia durante il lockdown, ha dispensato affetto, ha dato la possibilità di uscire di casa e prendere una boccata d’aria. Ma un cane, non sarà mai ripetuto troppo spesso, è un componente della famiglia e non un oggetto. Deve essere curato e seguito. Ha degli orari, esigenze proprie.

«La ragione principale per cui i proprietari hanno rinunciato alla compagnia del cane adottato durante la pandemia è che, una volta finito il lockdown, si sono resi conto che l’animale diventava troppo complesso da gestire e quindi non lo volevano più (63%); in altri casi, invece, la decisione è stata presa a seguito di danni materiali causati da Fido (37%)», prosegue ancora l’indagine.

Non tutti naturalmente hanno seguito questo percorso di andata e ritorno senza contare le esigenze del cane accolto in casa. Fra cani e gatti, il numero totale di italiani che hanno preso un animale negli ultimi due anni è di poco più di 5 milioni, vale a dire il 23,2% di coloro che hanno un compagno a 4 zampe.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)