Ticket di ingresso a Venezia, la misura che fa discutere (fonte foto: pixabay)

Ticket di ingresso a Venezia, la misura che fa discutere

Dal prossimo anno scatterà il ticket di ingresso a Venezia. Bisognerà prenotare e comprare online un biglietto per entrare in città. La misura vuole scoraggiare il turismo mordi e fuggi ma rischia di fare distinzione fra turisti “di serie A” e turisti giornalieri “di serie B”, commenta Codici

Ticket di ingresso a Venezia dal prossimo anno. A partire da gennaio 2023 la città lagunare chiederà un biglietto di ingresso per entrare in città, che dovrà essere comprato online dopo la prenotazione. Il ticket di ingresso, con tanto di tornelli, sarà istituito a partire dal 16 gennaio 2023 e permetterà l’ingresos di 40 mila visitatori al giorno.

Venezia diventa così “la prima città italiana e del mondo con accesso limitato”, spiega Wise Society in un approfondimento dedicato alla entrate contingentate che scatteranno nella celebre città lagunare dal prossimo anno. Come spiega Wise, la prima motivazione del biglietto di ingresso a Venezia è quella di gestire il turismo e di limitare gli effetti dannosi dell’overtourism, favorire il turismo di qualità e scoraggiare quello dei vacanzieri mordi e fuggi.

Ticket di ingresso a Venezia, di cosa si tratta

«La tassa di sbarco per entrare in una Venezia a numero chiuso sarà richiesta dal 16 gennaio 2023 e avrà un costo che andrà dai 3 ai 10 euro a persona a seconda dei giorni di visita contrassegnati da colori diversi a seconda dell’affollamento. La visita potrà essere prenotata in anticipo e il contributo potrà essere pagato con carte di credito, Paypal o con bonifico già in fase di prenotazione. A fronte della prenotazione, sarà emesso un codice Qr che permetterà al visitatore di ottenere sconti sul trasporto pubblico, sull’ingresso ai musei e ad altre attrazioni turistiche» (Fonte: Wise Society).

Ci saranno esenzioni dal biglietto per i residenti, per chi vive, lavora o studia a Venezia, per chi si reca in città per necessità, disabili e accompagnatori, chi accede in città per prestazioni sanitarie. È prevista una riduzione del 50% per chi soggiorna in una struttura del Veneto. Per le navi da crociera, altra grande fonte di preoccupazione e impatto sul fragile equilibro della città, ci sarà una tariffa unica di 7 euro a passeggero che sbarca in Laguna. I trasgressori rischiano una sanzione da 50 a 300 euro. Oltre una certa soglia la città non sarà chiusa ma scatterà la tariffa massima per disincentivare nuovi ingressi.

La misura è appunto pensata per scoraggiare il turismo giornaliero. Come spiega Fanpage, a pagare il ticket di ingresso a Venezia saranno i turisti provenienti da fuori città, che non pernottano ma accedono alla Città e alle Isole Minori.

 

Foto pixabay

 

Turismo sostenibile… o discriminatorio?

Si tratta di una misura che pone però un interrogativo, perché rischia di fare differenza fra turisti e turisti. In fin dei conti: fra chi può spendere di più e soggiornare più giorni in hotel a Venezia e chi invece può organizzare solo una visita giornaliera.  Su questo si sofferma anche l’associazione Codici, che ricorda come il nuovo regolamento di ingresso a Venezia partirà a gennaio 2023 con una sperimentazione nel prossimo agosto. «L’iniziativa è volta a limitare le ondate di turisti che potrebbero mettere a repentaglio la circolazione all’interno della città e prevede alcuni benefici per i visitatori. La prenotazione dovrà essere fatta tramite un apposito portale e si attiverà esibendo il QR Code, ma le informazioni a riguardo sono ancora poco chiare», dice Codici.

Bene il turismo sostenibile ma non con strategie di questo tipo, afferma in sostanza l’associazione.

«L’iniziativa sarà certamente lodevole dal lato del turismo sostenibile – ha detto Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – ma non può andare a penalizzare il singolo cittadino. Con l’introduzione del Venice Pass, si verrà a creare una distinzione tra turisti di serie A, coloro che decideranno di trascorre più giorni in città, e turisti di serie B, ossia i turisti giornalieri. Questo genere di turismo viene ingiustamente ritenuto di intasamento, di maggior impatto ambientale e antieconomico per la città».

Codici ricorda che Venezia ospita molti eventi di fama mondiale che vedono in quei giorni vedono aumentare, fino a triplicare, i prezzi degli alloggi. I turisti insomma, spiega Giacomelli, «spesso rinunciano a pernottare in città non per questione di tempo, ma per questioni economiche e ripiegano, dunque, inevitabilmente, sulla visita giornaliera delle attrazioni principali. Riteniamo che le Autorità locali debbano trovare una soluzione alternativa per gestire i picchi di visitatori e che questa non debba ricadere sul singolo cittadino, sebbene il costo possa sembrare irrisorio (il costo è stato fissato in 3, 8 o 10 euro sulla base della previsione dall’affollamento atteso). Riteniamo che il turismo debba essere incentivato soprattutto perché è uno dei motivi principali per cui siamo famosi nel mondo».

«L’idea che si possa essere multati se ci si rifiuta di pagare il ticket, o che ne venga richiesto il costo massimo è aberrante. Se tale meccanismo dovesse essere ritenuto valido, – conclude Giacomelli – certamente altre nel mondo lo potranno introdurre. Sebbene tale iniziativa sia stata apparentemente introdotta anche a favore dei cittadini di Venezia, riteniamo sia più importante concentrarsi nel migliorare la gestione dei flussi e non ad eliminarli. Ribadiamo la nostra perplessità di fronte a tale iniziativa e ci opporremo nuovamente ad essa».

 

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