Spese obbligate, Confcommercio: ormai “si mangiano” i consumi (foto: pexels-karolina-grabowska)
Spese obbligate, Confcommercio: ormai “si mangiano” i consumi
Quest’anno le spese obbligate hanno raggiunto raggiungono quota 42,9% sul totale dei consumi, il valore più alto di sempre, dice Confcommercio
Le spese obbligate “si mangiano” i consumi. Su un totale di consumi di oltre 19mila euro a persona, per le spese obbligate se ne vanno 8.154 euro, 152 euro in più in un solo anno, pari a quasi il 43% del totale dei consumi. Il valore più alto di sempre. Sono i dati diffusi oggi dall’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie tra il 1995 e il 2022.
Spese obbligate, peso record
Quest’anno le spese obbligate (affitti, bollette, assicurazioni varie, manutenzione e riparazione dell’abitazione, acqua, energia elettrica e gas…) hanno raggiunto raggiungono quota 42,9% sul totale dei consumi, il valore più alto di sempre.
«Uno dei riflessi più duri dell’attuale, difficile, congiuntura, sarà la crescita della quota di spesa per carburanti, energia e gas – scrive nella sua analisi Confcommercio – Nella media del 2022 raggiungerà il 9,7%, un valore mai registrato prima. Con riferimento all’intero comparto delle spese obbligate, nel 2022 si sfiorerebbe il 43%, anche in questo caso un valore del tutto nuovo nella storia economica del Paese. Ciò avrà l’effetto di comprimere la spesa su molte aree delle spese libere, svuotando i consumi di una rilevante frazione di benessere economico, con la conseguenza, a sua volta, di mettere in discussione il clima di fiducia attuale e prospettico. Sta già accadendo.
Le spese obbligate hanno un peso importante nell’economia delle famiglie e determinano insieme all’inflazione l’andamento dei consumi- L‘analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie tra il 1995 e il 2022 fotografa questo tipo di situazione: nel 2022 per esempio, il desiderio di ritorno alla normalità sta sostenendo, in questa prima parte dell’anno, i consumi delle famiglie con alcuni comparti in forte recupero, come il turismo e l’area della convivialità e del tempo libero, ma ci sono settori che ancora stentano, come l’automotive e l’abbigliamento.
Si rischia il rallentamento dopo l’estate a causa dell’impatto sul potere di acquisto delle famiglie dell’inflazione (prevista intorno al 7% nel 2022), degli aumenti dell’energia e delle spese obbligate che nel 2022 raggiungono la quota record del 42,9% sul totale dei consumi, più 6,5% dal 1995 a oggi (ma a parte il 2007, sempre superiore al 40% nel 2013, nel 2019, nel 2020 e nel 2021).
Fra le spese obbligate, spiega Confcommercio, «la quota principale è rappresentata dalla voce abitazione (4.713 euro) ma il contributo maggiore all’incremento complessivo viene dall’aggregato energia, gas e carburanti (1.854 euro) che, nella media del 2022, raggiunge un’incidenza sul totale consumi del 9,7%, valore mai registrato prima».

Unc: allarme più che fondato
Si tratta di un “allarme più che fondato”, commenta l’Unione Nazionale Consumatori.
«Le spese obbligate orami alle stelle stanno comprimendo gli acquisti dei prodotti non necessari, che si possono rinviare a tempi migliori, con effetti negativi sui consumi finali e sul Pil in volume – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Secondo gli ultimi prezzi stabiliti da Arera e scattati dal 1° luglio per il mercato tutelato, una famiglia tipo pagherà su base annua, nell’ipotesi di prezzi costanti, 1121 euro per la bolletta della luce e 1731 euro per quella del gas, per un totale di 2852 euro. Una stangata ancora maggiore a quella stimata da Confcommercio che si riferisce comunque alla spesa pro capite comprensiva della benzina».

