Moda di lusso di seconda mano, mercato in crescita (foto pixabay)

Moda di lusso di seconda mano, mercato in crescita

La moda di seconda mano è un mercato in crescita che potrebbe crescere del 20% e oltre. Si stima che il mercato della moda e del lusso di seconda mano abbia un valore di 100-120 miliardi di dollari, tre volte superiore a quello di tre anni fa. Un quarto del guardaroba di un consumatore medio è oggi di seconda mano. L’analisi della piattaforma Vestiaire Collective

La moda di lusso di seconda mano è un mercato crescita. Aggiudicarsi una borsa di marca, un vestito vintage di una griffe amata, è pratica che vede crescere il mercato della second hand, che potrebbe aumentare di percentuali comprese fra il 20% e il 30% l’anno. Ma come si rapportano i consumatori alla moda di lusso di seconda mano?

Moda e lusso di seconda mano, numeri in crescita

Un rapporto di Vestiaire Collective, azienda francese che gestisce un sito di moda specializzato per l’acquisto di prodotti di seconda mano di lusso, traccia i cambiamenti nel modo in cui i consumatori comprano e vendono o moda di seconda mano. Il report è realizzato con Boston Consulting Group (BCG) e si intitola “What an Accelerating Secondhand Market Means for Fashion Brands and Retailers” (Mercato dell’usato in accelerazione: che cosa significa per i marchi e i rivenditori di moda). Si basa su un’indagine condotta su migliaia di consumatori di moda in Europa, Asia e Stati Uniti nel 2022, con l’obiettivo di comprendere l’evoluzione delle loro abitudini di acquisto.

La rivendita di moda è un mercato che sta crescendo.

«Si stima che il mercato della moda e del lusso di seconda mano abbia un valore di 100-120 miliardi di dollari, tre volte superiore a quello di soli tre anni fa. Spinto dalle giovani generazioni che cercano di andare oltre le tendenze stagionali e di abbracciare la circolarità, il mercato dovrebbe crescere del 20-30% all’anno», evidenzia il sondaggio.

Il mercato della moda di seconda mano vale già dal 3% al 5% del settore complessivo di abbigliamento, calzature e accessori. Spinto dai cambiamenti nelle abitudini di consumo e dalla ricerca di circolarità, potrebbe crescere fino al 40%, a seconda delle condizioni macroeconomiche.

 

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Moda di seconda mano e abitudini dei consumatori

Come stanno cambiando le abitudini degli acquirenti di moda di seconda mano?

La metà degli intervistati nel sondaggio del 2022 ha dichiarato che l’economicità è la ragione principale per scegliere l’usato. Questo è particolarmente vero per le borse, che sono il primo passo più comune nel mercato della rivendita. Convenienza e valore sono ancora il motivo principale per acquistare moda di seconda mano ma con una tendenza in calo rispetto al 2020 e al 2019.

Un fattore che sta diventando sempre più popolare, come ragione trainante, è invece la sostenibilità, che guida il 40% degli acquisti di articoli di seconda mano, mentre il cosiddetto “brivido della caccia al tesoro” mobilita il 35% dei consumatori. Un altro fattore importante è la varietà dei prodotti che si trovano, alimentata anche dalla crescente popolarità delle app di rivendita.

«Il 25% del guardaroba di un consumatore medio è oggi di seconda mano (e si prevede che questo valore crescerà fino al 27% entro il 2023), quindi è chiaro che il potenziale della rivendita è ancora molto ampio».

Moda di seconda mano, le tendenze

Le cose potrebbero cambiare e la minaccia di una recessione mondiale potrebbe portare a un’inversione di importanza per il trend dell’accessibilità economica, così come la crisi del costo della vita potrebbe motivare le persone a trasformare il proprio guardaroba in una fonte di reddito.

La moda di seconda mano attrae inoltre i consumatori anche perché fa appello al desiderio di esclusività degli acquirenti – come accade per chi cerca capi particolari e vintage, pratica di moda anche fra i personaggi del mondo dello spettacolo.

I consumatori sono generalmente a proprio agio quando comprano online ma una fonte di dissuasione dell’acquisto di seconda mano è il timore di prodotti contraffatti o di scarsa qualità, che potrebbe agire da fattore dissuasivo. Le piattaforme di rivendita rappresentano un modo per provare marchi per la prima volta. Nel 2022, dice il dossier, il 59% dei clienti ha scoperto o acquistato un marchio in questo modo.

I venditori di moda di seconda mano

E chi vende?

«I venditori riconoscono il valore che c’è nei loro armadi e agiscono di conseguenza: il potenziale di guadagno è un fattore chiave per il 60% delle vendite, insieme alla possibilità di ricavare più spazio in casa. Come per gli acquirenti, anche le preoccupazioni per la sostenibilità, guidate dalla crisi climatica sono in rapida crescita e ora stimolano il 40% delle vendite».

Le barriere alla vendita sono invece la mancanza di tempo (30% di chi non vende), l’altruismo (30%) per cui si preferisce regalare ad amici o dare in beneficenza, e l’indecisione su quali capi vendere.

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