Famiglie, potere d’acquisto scende del 3,7% (Foto di Steve Buissinne da Pixabay)
Famiglie,il potere d’acquisto scende del 3,7%
Istat: nel quarto trimestre 2022 il potere d’acquisto delle famiglie scende del 3,7% rispetto al trimestre precedente. Scende il tasso di risparmio. Consumatori: presto un crollo dei consumi
Il potere d’acquisto delle famiglie è in forte calo, meno 3,7% nel quarto trimestre 2022 rispetto al trimestre precedente. E i Consumatori vedono un prossimo crollo dei consumi.
Istat: significativa diminuzione del potere d’acquisto
«La crescita del reddito disponibile delle famiglie (+0,8%), accompagnata da una crescita dei prezzi al consumo particolarmente forte nello stesso trimestre, ha comportato una significativa diminuzione del potere d’acquisto (-3,7%) – scrive oggi l’Istat – La tenuta della spesa per consumi finali (+3% in termini nominali) si è quindi accompagnata ad una marcata flessione del tasso di risparmio».
Nei dati diffusi oggi e relativi al quarto trimestre 2022, l’Istat evidenzia che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi finali sono cresciuti del 3%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 5,3%, meno 2% rispetto al trimestre precedente. E il potere d’acquisto delle famiglie cala del 3,7% rispetto al trimestre precedente.
Codacons: il vero pericolo è ora il crollo dei consumi
I dati Istat, dice il Codacons, confermano tutti gli allarmi sull’impoverimento delle famiglie.
«Il crollo del potere d’acquisto era purtroppo atteso, ma la sua entità (-3,7%) rappresenta un vero e proprio allarme sociale ed economico – spiega il presidente Codacons Carlo Rienzi – Inflazione alle stelle e caro-bollette hanno eroso mese dopo mese la capacità di acquisto dei cittadini, interessando generi primari come luce, gas, alimentari, di cui le famiglie non possono fare a meno. Gli italiani, per arrivare a fine mese, sono stati così costretti ad intaccare i risparmi, con la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici che ha registrato una diminuzione di 2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Ora il vero pericolo è quello di un crollo dei consumi, perché la perdita del potere d’acquisto potrebbe portare ad una sensibile riduzione della spesa».
UNC: inflazione ha eroso il potere d’acquisto
Di dato “grave e preoccupante” parla l’Unione Nazionale Consumatori che considera come la crescita dei consumi sia solo nominale e paventa anch’essa un prossimo crollo.
«L’inflazione, come denunciamo da anni, ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie – dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – Un nodo che presto verrà al pettine sotto forma di una caduta dei consumi che per il momento, grazie alla flessione del tasso di risparmio, reggono, continuando a salire, +3%, ma in termini nominali, non reali».
«Insomma, gli italiani intaccano i loro risparmi nel tentativo vano di mantenere il loro tenore di vita, ma la perdita del potere d’acquisto, il caro bollette e il costo della vita alle stelle avranno ripercussione sulla crescita della nostra economia – prosegue Dona – Se anche si riuscirà a sfuggire dalla recessione si crescerà del solito zero virgola. Per questo urge che il Governo riveda il decreto sulle bollette, ripristinando tutti gli aiuti introdotti da Draghi almeno fino a che i prezzi di luce e gas non torneranno ai livelli pre-crisi del 2020. Servono anche provvedimenti di carattere strutturale, come la scala mobile all’inflazione programmata, che consentano di adeguare gli stipendi al costo della vita».

