Crisi climatica, l’impatto sui ghiacciai: “Giganti in ritirata” (Foto Pixabay)

I ghiacciai sono “giganti in ritirata”. La crisi climatica non li risparmia. Stanno perdendo estensione, ghiaccio e acqua. Nel mezzo di un’ondata di calore quale quella che sta interessando questo strano ottobre che sembra luglio, Greenpeace Italia e il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) hanno pubblicato il rapporto “Giganti in ritirata: gli effetti della crisi climatica sui ghiacciai italiani”, per lanciare un allarme sullo stato di salute di queste sentinelle della crisi climatica.

Lo studio è frutto di due spedizioni congiunte effettuate tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2023 sul ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, nel Parco Nazionale dello Stelvio, e sul ghiacciaio del Miage, che si trova nel versante italiano del massiccio del Monte Bianco, in Valle d’Aosta. Il rapporto mette insieme nuovi dati e confronti fotografici che mostrano come siano cambiati i due ghiacciai dalla fine dell’Ottocento a oggi.

 

Sos ghiacciai, Greenpeace: entro il 2060 fino all’80% dei ghiacciai alpini rischia di scomparire (Foto Pixabay)

I ghiacciai italiani stanno scomparendo

“È ormai sotto i nostri occhi: i ghiacciai italiani stanno scomparendo anno dopo anno e a gran velocità, vittime per eccellenza di temperature sempre più alte e precipitazioni irregolari”, si legge nella prefazione.

«Nel corso dell’ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno subito una perdita di oltre il 50% della loro estensione, e di questa metà scomparsa circa il 70% è andato perduto negli ultimi trent’anni – commenta Valter Maggi, presidente del CGI e professore presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università Bicocca di Milano – Una tendenza che sembra aver subito un’accelerazione negli ultimi quindici anni: le ultime campagne glaciologiche hanno infatti confermato gli impatti delle attività umane sul sistema climatico del pianeta, con una notevole contrazione dei ghiacciai nel nostro Paese e con un massimo di ritiro delle fronti glaciali raggiunto nel 2022, chiamato non per niente l’annus horribilis dei ghiacciai».

L’estate del 2023 non ha portato alcun cambiamento per i ghiacciai. Sul ghiacciaio dei Forni c’è una fusione del 15% superiore a quella registrata in media negli anni precedenti, con una perdita di 9 centimetri di spessore al giorno durante l’ondata di calore della seconda metà di agosto, quando lo zero termico è rimasto per più giorni sopra i 5.000 metri. Soffre il ghiacciaio del Miage che, dal 2008 al 2022, ha perso 100 miliardi di litri di acqua, l’equivalente di 40 mila piscine olimpioniche.

“La montagna ci sta parlando”

«I ghiacciai italiani che fondono sempre più rapidamente sono l’ennesima testimonianza che la crisi climatica si sta aggravando, e la riduzione delle loro riserve idriche favorirà nuovi periodi di siccità prolungata che avranno un impatto su tutti noi – ha detto Federico Spadini, campagna Clima di Greenpeace Italia – La scienza ci dice che l’uso intensivo di petrolio, gas e carbone sta alimentando la crisi climatica. Continuare a estrarre e bruciare combustibili fossili condannerà non solo i ghiacciai, ma tutto il pianeta e le nostre vite a degli stravolgimenti mai visti. È ora che politica, aziende e media ascoltino l’allarme della comunità scientifica invece di incoraggiare il negazionismo, abbandonando le fonti fossili e promuovendo quelle rinnovabili. La montagna ci sta parlando: a noi non resta che ascoltarla e agire».

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