Povertà, Azione contro la Fame: agire strutturalmente sulle cause

Povertà, Azione contro la Fame: agire strutturalmente sulle cause (foto Pixabay)

“I nuovi dati Istat sulla povertà delle famiglie italiane confermano ciò che ogni giorno vediamo lavorando in contesti di vulnerabilità, a Milano e a Napoli: il fenomeno è in aumento e colpisce con più violenza le famiglie numerose, quelle con figli minori e monogenitoriali. Gli stranieri sono i più esposti, spesso a causa di livelli inferiori di istruzione e della mancanza di reti di sostegno”: così Simone Garroni, Direttore generale di Azione contro la Fame, nel commentare i dati diffusi ieri dall’Istat.

Secondo Garroni i dati Istat “sollecitano l’urgenza di intervenire strutturalmente, attraverso politiche che non si limitino ad assistere persone e famiglie tamponando situazioni estreme, ma che vadano a creare le condizioni per un’autonomia di lungo periodo, in primis, occupazionale. Tirare fuori le persone da situazioni di povertà, che incidono anche sulla loro capacità di accedere a un’alimentazione sufficiente e adeguata, è possibile”.

Povertà alimentare, il progetto di Azione contro la Fame in Italia

In Italia Azione contro la Fame gestisce un programma, a Milano e a Napoli, per il contrasto alla povertà alimentare, che coniuga un temporaneo aiuto alla spesa con l’educazione alimentare e con un percorso di accompagnamento al lavoro.

Nel 2022 il progetto è stato inaugurato a Milano, coinvolgendo 55 beneficiari e le loro famiglie, per un totale di circa 270 persone raggiunte. Nella selezione dei partecipanti – spiega l’Organizzazione – particolare attenzione è stata riservata alle famiglie con due o più figli, soprattutto monogenitoriali e con bambini di età inferiore ai 5 anni, con donne in gravidanza o neomamme, con genitori disoccupati o impegnati in lavori occasionali.

Secondo quanto emerso dall’analisi dei risultati raggiunti nel primo anno di progetto, dopo la partecipazione agli incontri dedicati alle sane abitudini alimentari, tutti i beneficiari hanno dichiarato un miglioramento alto o molto alto delle loro conoscenze in tema di nutrizione: il 72% ha ridotto la quantità di zucchero consumata quotidianamente, il 73% consuma pasti più variati, il 69% beve più acqua, il 53% compra meno cibi grassi e ultra- processati.

Inoltre, a conclusione del primo anno di progetto che ha visto coinvolti 55 partecipanti in due percorsi di gruppo di supporto all’occupazione, Azione contro la Fame ha registrato 26 inserimenti lavorativi con regolare contratto (47%). La maggior parte dei contratti di lavoro attivati, in settori vari, è costituita da contratti a termine della durata media di 68 giorni con un monte ore di lavoro medio settimanale pari a 30. A questi va aggiunta l’attivazione di due contratti tempo indeterminato.

Prossime tappe

Alla luce dei risultati ottenuti nel 2022, e dei bisogni rilevati nell’analisi sulla povertà e sull’insicurezza alimentare in Italia, nel 2023 Azione contro la Fame ha deciso, quindi, di ampliare il numero maggiore di beneficiari (50 famiglie nella prima metà dell’anno) e, in autunno, verrà attivato anche nella città di Napoli, con il raggiungimento di ulteriori 100 nuclei familiari tra Milano e Napoli.

 

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