Stile di vita sostenibile, l'Osservatorio di LifeGate: italiani sempre più attenti (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Stile di vita sostenibile, l’Osservatorio di LifeGate: italiani sempre più attenti
Il 79% della popolazione si sente coinvolto dal tema della sostenibilità. Fra gli argomenti ritenuti più importanti c’è, in primo luogo, la crisi climatica
Quanto è importante la sostenibilità per gli italiani? Questa la domanda a cui cerca di rispondere l’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, un progetto di LifeGate, in collaborazione con l’istituto di ricerche di mercato Eumetra. Il questionario è stato sottoposto a un campione di 1.100 persone, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Con una rappresentanza della Generazione Z, cioè di ragazzi e ragazze di età compresa fra i 18 e i 24 anni (qui l’indagine completa).
Per il 68% degli italiani quello della sostenibilità è un tema sentito e sono 39,5 milioni, cioè il 79% della popolazione, i cittadini che si sentono coinvolti, con un balzo in avanti di ben sei punti percentuali in un anno.
Fra gli argomenti ritenuti più importanti c’è, in primo luogo, la crisi climatica. Ormai il 78% degli italiani sa cosa significa, ben nove punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Sono ancora di più coloro che si dicono preoccupati (l’85%) e che chiedono a gran voce di sostenere la battaglia contro i cambiamenti climatici (l’86%).
Stile di vita sostenibile, il tema energetico
Anche quest’anno il tema energetico è un focus centrale dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile.
Nell’attuale scenario, le energie rinnovabili e la transizione energetica sono diventate argomenti prioritari: rispettivamente il 78% e il 52% degli italiani ne hanno già sentito parlare (un dato, quest’ultimo, che cresce di 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Gli italiani, inoltre, sostengono quasi all’unanimità (90%) che il passaggio all’energia verde sia una priorità.
Per abbattere i costi è fondamentale anche limitare sprechi e consumi. E stando ai risultati dell’Osservatorio, il 33% sarebbe disposto a pagare di più per un sistema di riscaldamento efficiente, mentre il 22% spenderebbe di più per prodotti con funzionalità di domotica orientate al risparmio energetico.
Cambiano le abitudini di consumo
Nell’ultimo anno e mezzo, in tutto il mondo l’inflazione ha raggiunto livelli elevatissimi. Secondo l’Osservatorio sullo stile di vita sostenibile i prezzi elevati sono il principale ostacolo nell’adottare comportamenti più rispettosi dell’ambiente, tuttavia sempre più persone scelgono di modificare le proprie abitudini.
In generale, il 26% delle persone intervistate è disposto a pagare di più per l’acquisto di beni, purché siano eco-friendly, come cibo biologico, giocattoli e prodotti in materiali riciclati, cosmesi naturale, arredamento e abbigliamento sostenibile.
Si comincia dalla tavola, con un italiano su quattro che si sforza di limitare il consumo di carne (ma si arriva al 29% a Milano e tra i più giovani) e tre su dieci che si dichiarano disposti a spendere una cifra leggermente più alta per il cibo biologico. Scelte che – sottolinea l’Osservatorio – hanno molto a che fare con l’etica, ma anche con il benessere: tre italiani su dieci dichiarano, in linea generale, di andare alla ricerca di opzioni sostenibili perché le ritengono più salutari (con un picco del 44% tra i più giovani).
Passando invece ad altri aspetti dello stile di vita, aumenta la consapevolezza legata all’abbigliamento. Nel 2023 le persone che conoscono il significato di moda sostenibile sono il 48%, 7 punti percentuali in più rispetto a un anno fa. Aumentano anche coloro che scelgono di acquistare o vendere vestiti e oggetti usati online: tra gli intervistati della Generazione Z, in particolare, si arriva al 63%.
Inoltre i consumatori acquistano sempre più da aziende che offrono prodotti e servizi sostenibili (61%) o dotate di certificazioni (54%). Valutano la trasparenza e l’onestà delle imprese, apprezzano la chiarezza sull’origine dei prodotti, sull’utilizzo responsabile delle risorse, sul ricorso a energie rinnovabili, ma anche sul rispetto dei diritti dei lavoratori e sull’impegno nelle tematiche di diversità e inclusione.
Emerge, tuttavia, una certa diffidenza rispetto a quanto siano sinceri gli obiettivi di sostenibilità promossi dalle aziende. Quasi la metà degli italiani (49%) li bolla come manovre di marketing o greenwashing.
Infine, l’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile ha chiesto agli intervistati se diversità e inclusione debbano essere due caratteristiche fondamentali nelle aziende: i sì sono l’84%.

