Cyber caos mondiale, qual è il prezzo dell’instabilità digitale? (Foto di Pete Linforth da Pixabay)
Cyber caos mondiale, qual è il prezzo dell’instabilità digitale?
“Non è un incidente di sicurezza o un attacco informatico”, scrive su X il Ceo di CrowdStrike davanti al tilt informatico che ha bloccato trasporti, banche e servizi da un capo all’altro del mondo
“CrowdStrike sta lavorando attivamente con i clienti interessati da un difetto riscontrato in un singolo aggiornamento dei contenuti per gli host Windows. Gli host Mac e Linux non sono interessati. Non si tratta di un incidente di sicurezza o di un attacco informatico. Il problema è stato identificato, isolato ed è stata implementata una correzione”. Così scrive su X il presidente e Ceo di CrowdStrike George Kurtz in relazione al blocco dei servizi informatici che da oggi sta mettendo in ginocchio banche, trasporto aereo e servizi in tutto il mondo. Blocco imputato dunque a un errore nell’aggiornamento del software di cybersicurezza usato da molte aziende e che ha bloccato i computer in tutto il mondo.
Tutto questo ha portato a un cyber caos mondiale, con ripercussioni su banche, trasporto aereo, trasporto ferroviario, servizi finanziari e sanitari, sistema di informazione. Le ripercussioni sono talmente vaste che ci si interroga inevitabilmente sulla fragilità di infrastrutture informatiche e sociali che vanno giù uno dopo l’altro come birilli. Quanto sta accadendo suscita la preoccupazione anche delle associazioni dei consumatori che vedono la questione a partire dall’anello finale della catena: i cittadini e gli utenti stritolati dai disagi.
CrowdStrike is actively working with customers impacted by a defect found in a single content update for Windows hosts. Mac and Linux hosts are not impacted. This is not a security incident or cyberattack. The issue has been identified, isolated and a fix has been deployed. We…
— George Kurtz (@George_Kurtz) July 19, 2024
Federconsumatori: ci sono state fughe di dati?
Come evidenzia Federconsumatori, “non c’è settore che non stia subendo ripercussioni: dal sistema finanziario (stamattina l’indice Ftse Mib di Piazza Affari è stato calcolato in ritardo, anche la Borsa di Londra risente del guasto, ma anche molte banche sono interessate dai disagi) a quello dei trasporti (aeroporti, stazioni ferroviarie e caselli autostradali di mezzo mondo stanno risentendo di questo problema, che ha imposto stop e ritardi nell’erogazione dei servizi)”. Microsoft, si apprende dalla stampa, ha detto che sono in corso di adozione “misure di mitigazione” dopo che molte aziende e servizi sono stati messi in ginocchio a causa del guasto informatico.
“La priorità è, ovviamente, ripristinare al più presto la piena operatività dei sistemi operativi, per una ripresa tempestiva dei servizi – scrive Federconsumatori in una nota – Ma è necessario avviare delle opportune verifiche per capire cosa è successo e se ci sono state delle conseguenze in termini, ad esempio, di fughe di dati. Alle Autorità competenti, prime su tutte ACN e Garante dei dati personali, chiediamo di vigilare attentamente sulla vicenda, per assicurarsi che si tratti veramente di un guasto e non del tentativo di mascherare un attacco”.
Udicon: la dipendenza dai sistemi informatici rende vulnerabili
Unicon punta i riflettori sulla globalità della crisi e al prezzo della “instabilità digitale”.
«Vogliamo sapere esattamente cosa è successo e soprattutto cosa si sta facendo per evitare che accada di nuovo – afferma Martina Donini, Presidente nazionale Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori) – La sicurezza informatica non può essere un optional, ma deve diventare una priorità assoluta per aziende e istituzioni. Quello che stiamo vivendo – aggiunge – è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. La nostra società dipende sempre più dai sistemi informatici, ma oggi abbiamo visto quanto questa dipendenza ci renda vulnerabili. È inaccettabile che un semplice errore di aggiornamento possa mettere in ginocchio trasporti, comunicazioni e servizi essenziali a livello globale. I consumatori stanno pagando il prezzo più alto dei disagi. Pensiamo ai passeggeri bloccati negli aeroporti, ai pendolari impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro, alle aziende paralizzate. Chi risarcirà questi danni? Chi si assumerà la responsabilità di questo caos?».

