Lago di Pergusa, blitz di Legambiente in Sicilia: l’emergenza siccità non è mai finita (Lago di Pergusa, foto credit Legambiente)

Pergusa era l’unico lago naturale della Sicilia. Era, perché ora del lago rimane un’enorme piastra di sale coperta dal sole. Lo ricorda oggi il blitz di Goletta dei Laghi a Pergusa, in Sicilia, per denunciare l’emergenza mai finita rappresentata dalla siccità. In Sicilia, spiega Legambiente, l’emergenza siccità viene dalla crisi dell’acqua del 2022 e dalla crisi climatica. Ma la siccità in cui si ritrova gran parte del Centro-Sud Italia rimanda anche alla gestione sostenibile dell’acqua.

E su questo l’Italia è indietro: è un paese idrovoro, consuma molta acqua e tanta ne disperde. C’è infatti una dispersione idrica media del 42%.

Goletta dei Laghi sul lago di Pergusa

Oggi dunque c’è stata l’incursione di Goletta dei Laghi di Legambiente sul lago di Pergusa, in Sicilia. In questi giorni il bacino, ormai a secco, quasi scomparso, è diventato forse l’emblema più evidente della siccità in Sicilia. Il lago di Pergusa, un tempo rifugio degli uccelli migratori nel viaggio fra l’Africa e l’Europa, oggi rischia di diventare un deserto anche dal punto di vista delle biodiversità. È a rischio l’intero ecosistema del bacino.

«Il lago di Pergusa, gioiello naturalistico unico in Sicilia e rifugio per una biodiversità inestimabile, è ormai un’ombra di sé stesso – dichiarano Giuseppe Maria Amato, responsabile della gestione delle risorse idriche di Legambiente Sicilia e Franz Scavuzzo, presidente del circolo Erei di Legambiente Enna – La sua quasi totale scomparsa, causata dalla siccità e aggravata da un’evidente disattenzione istituzionale è un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare. Chiediamo con forza interventi immediati per salvare ciò che resta di questo ecosistema prezioso e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti coinvolti».

#Emergenzamaifinita

A poca distanza dalle sponde del bacino, Legambiente ha dunque esposto lo striscione siccità #Emergenzamaifinita per ribadire al Governo e alle istituzioni che “quanto sta accadendo in Sicilia è l’ennesima cronaca di un’emergenza annunciata rimasta inascoltata. L’emergenza in Sicilia – denuncia Legambiente – è figlia della siccità del Po del 2022 e di un trend collegato alla crisi climatica, in continua evoluzione e a cui in questi anni non sono seguiti interventi strutturati nella gestione della risorsa idrica che avrebbero potuto fare la differenza per contrastare oggi il problema”.

Nel 2023 le precipitazioni sono state sostanzialmente nella media ma con anomalie negative mensili, persistenti soprattutto da luglio a dicembre 2023 al Sud e Isole, che avrebbero dovuto essere un campanello di allarme per mettere in campo misure appropriate già da allora.

Per questo dal Lago di Pergusa, in provincia di Enna, Legambiente lancia le sua richieste al Governo.

“L’Italia ha bisogno di una governance più efficace, attenta e circolare dell’acqua, ad oggi ancora grande assente – spiega l’associazione – Basta a soluzioni tampone spesso inappropriate, come le ordinanze di razionamento dell’acqua, la trivellazione di nuovi pozzi, il ricorso smisurato a nuovi dissalatori e nuovi invasi; servono, invece, interventi nazionali strutturali non più rimandabili a partire da più investimenti per la risorsa idrica per l’ammodernamento della rete, il completamente delle opere mai finite come i depuratori e le reti fognarie, le 42 gradi dighe che ancora oggi sono in esercizio limitato, le 81 in fase di esercizio sperimentale con limitazione all’uso e le 2 in costruzione, senza considerare l’ammodernamento e lo sghiaiamento di quelle esistenti. Solo in questo modo si potranno superare quei ritardi e ostacoli che fanno dell’Italia un Paese indietro nella gestione dell’acqua”.

 

Pergusa, Foto credit Legambiente

 

Italia indietro nella gestione dell’acqua

Che l’Italia sia indietro nella gestione dell’acqua lo dimostrano diversi dati.

È il secondo paese più idrovoro d’Europa in termini di prelievi ad uso potabile dopo la Grecia, con un valore di 156,5 m3/anno per abitante. Disperde risorsa idrica.

Le perdite della rete idrica si attestano in media al 42%, con una forbice netta tra il nord ovest del Paese (perdita media del 32%) e del Sud (perdite medie del 51%).

In Italia solo il 4% del totale delle acque reflue depurate è effettivamente destinato al riutilizzo in agricoltura, a fronte di un potenziale del 23%, secondo ENEA.

«L’emergenza siccità – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – colpisce di anno in anno sempre più regioni della Penisola con una geometra variabile, come sta constatando anche Goletta dei Laghi che da fine giugno nel corso del suo viaggio ha visto i laghi del nord ricchi d’acqua per via delle piogge intense, e quelli del centro Italia e del sud molto più in sofferenza idrica per via delle poche piogge e dell’aumento delle temperature. La grande siccità del 2022 del fiume Po è stato un importante campanello dall’allarme, rimasto purtroppo inascoltato e frutto a sua volta di un’altra importante emergenza siccità. Oggi le immagini del Lago di Pergusa in Sicilia, in provincia di Enna, ci restituiscono l’immagine plastica di quella emergenza mai finita. Al Governo e al Commissario straordinario dell’Acqua diciamo di agire subito con una strategia nazionale della gestione idrica, più attenta e circolare, con interventi concreti non più rinviabili, ma anche con pratiche e misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi, negli usi civili e soprattutto negli usi agricoli».

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