Lascito solidale, in Italia è costante la propensione alle donazioni
Fare un lascito solidale significa lasciare i propri beni, o anche solo una parte, ad uno o più enti benefici. In Italia un trend costante o in aumento
Il lascito solidale è uno strumento sempre più noto, il cui utilizzo è cresciuto del 12% in 5 anni. Se ne è parlato recentemente, proprio in occasione della Giornata internazionale dedicata (13 settembre), nell’ambito di una ricerca condotta dall’istituto Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale.
Secondo questa indagine – riporta Saperambiente – “sono 6,3 milioni gli italiani (24% degli over 50) che hanno un orientamento positivo verso il lascito solidale: il 2%, più di mezzo milione di individui, ha già previsto un lascito nel proprio testamento, ma soprattutto cresce in modo significativo (dal 19% al 22%, pari a oltre 5,7 milioni di persone) la percentuale di quanti si dichiarano propensi a prenderlo in considerazione“. Mentre “il 30% è indeciso (35% nel 2023) e il 46% è sfavorevole (44% nel 2023)”.
Lascito solidale, un trend costante o in aumento
Altri dati arrivano da un’altra recente ricerca, promossa dal Comitato in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato, che conferma un trend costante o in aumento riguardo alla scelta di inserire il lascito solidale nelle ultime volontà, nonostante le grandi crisi di questo periodo storico.
Secondo quanto emerso dai risultati dell’indagine, condotta su un campione di oltre 500 notai, “dal 2016 ad oggi la predisposizione degli italiani verso un lascito solidale non ha subìto alterazioni: il numero di italiani propensi è rimasto sostanzialmente invariato secondo quanto afferma il 73,8% dei notai, mentre la tendenza è in aumento per il 19,5% del campione, che dichiara di aver notato una crescita costante negli anni (11,3%) o dopo la pandemia (8,2%). Solo il 6,7% del campione rileva una diminuzione della propensione”.
Per la maggioranza assoluta del campione – il 74% dei notai intervistati – il lascito riguarda somme di denaro. Seguono i beni immobili, oggetto prevalente dei lasciti testamentari per il 24,7% degli intervistati. Guardando poi alle donazioni di beni mobili diversi dal denaro, per il 26,4% si tratta di pezzi d’arte; seguono i gioielli (per il 24% del campione) e i mobili di pregio (13%).
Quanto all’età di chi pensa e si informa sul lascito solidale, per l’87,6% a chiedere informazioni sul tema sono soprattutto gli over 60. Ma si comincia a registrare un cambiamento: per il 12,3% degli intervistati infatti, sembrerebbe crescere l’interesse fra le persone sotto i 60 anni o ancora più giovani.
Come spiegato dal Comitato Testamento Solidale, fare una donazione solidale significa lasciare i propri beni, o anche solo una parte, ad uno o più enti benefici; si può scegliere di farlo in qualsiasi momento e può essere modificato o revocato in ogni momento e più volte dal testatore.
Non sono necessari ingenti patrimoni, sottolinea il Comitato. La ricerca evidenzia, infatti, che non sono solo le persone particolarmente abbienti a ricorrere al lascito solidale: “sebbene per il 45% dei notai intervistati chi predispone un lascito solidale sia detentore di un patrimonio piuttosto consistente, per la maggioranza (il 46,1% del campione) coloro che decidono di lasciare parte della propria eredità ad una causa benefica dispongono di un patrimonio nella media, frutto di una normale vita lavorativa”.

