Benessere dei pesci allevati, In Italia il 94% delle persone vuole maggiori tutele

Benessere dei pesci allevati, In Italia il 94% delle persone vuole maggiori tutele (Foto di Tapani Hellman da Pixabay)

Il benessere dei pesci deve essere tutelato nella stessa misura o in misura maggiore rispetto agli altri animali allevati a scopo alimentare: è l’opinione espressa dal 91% delle persone intervistate in nove Paesi dell’UE, nell’ambito di un nuovo sondaggio pubblicato da Compassion in World Farming (CIWF) e Eurogroup for Animals.

In Italia, la percentuale è ancora più elevata, con il 94% che si dichiara d’accordo.

Le due associazioni sollecitano, quindi, la Commissione europea a introdurre norme specie-specifiche per il benessere dei pesci allevati, nell’ambito della revisione complessiva della legislazione sul benessere animale.

Benessere dei pesci, l’opinione dei cittadini nell’Ue

Secondo uno studio, ogni anno nell’UE vengono allevati fino a un miliardo di pesci e “attualmente – spiegano le due associazioni – non esiste una legislazione specifica che tenga conto dei loro particolari bisogni, permettendo così a pratiche non etiche di continuare a esistere. Di conseguenza, molti pesci patiscono dolore e sofferenza negli allevamenti intensivi”.

Il sovraffollamento li rende più vulnerabili a malattie, stress, aggressioni e lesioni fisiche, e il digiuno forzato è una pratica diffusa.

“Nell’UE – spiegano ancora le associazioni – i pesci vengono frequentemente macellati con metodi crudeli, subendo spesso una morte lenta e dolorosa per asfissia o addirittura venendo eviscerati vivi. Questo avviene nonostante numerose ricerche dimostrino che i pesci sono esseri senzienti, capaci di provare sia piacere che dolore”.

 

benessere dei pesci allevati
Foto Pixabay

 

Si inserisce, quindi, in questo contesto il sondaggio realizzato dalle associazioni animaliste nell’Ue.

Dalle risposte degli intervistati è emerso anche che molti cittadini e cittadine dell’UE non sono a conoscenza delle pratiche di acquacoltura più comuni e delle loro conseguenze. Il 47% delle persone intervistate in Italia ha mostrato una scarsa conoscenza delle attuali pratiche di acquacoltura, un punto percentuale inferiore alla media europea del 48%.

Ad esempio, il 63% non sapeva che la percentuale di pesci che muore negli allevamenti è molto più alta di quella degli animali terrestri allevati a scopo alimentare. Il 71% dei partecipanti totali concorda sul fatto che i pesci possono provare dolore, mentre in Italia il 73% si è dichiarato d’accordo con questa affermazione.

Il 66% delle persone intervistate in Italia, inoltre, non era consapevole che la maggior parte dei pesci allevati non viene stordita prima della macellazione, mentre il 75% ritiene che lo stordimento dovrebbe essere obbligatorio per legge.

Per quanto riguarda l’acquisto di prodotti ittici, la quasi totalità (94%) ha dichiarato che vorrebbe acquistare pesce allevato in condizioni di maggior benessere, mentre il 73% ha affermato che vorrebbe che i prodotti ittici includessero una chiara etichettatura del benessere, che rifletta il modo in cui il pesce è stato allevato.

In Italia cittadini più attenti

Secondo quanto emerso dal sondaggio, le persone in Italia si sono dimostrate più attente al benessere dei pesci di molte controparti negli altri Paesi rappresentati nel sondaggio, registrando le percentuali più alte in numerose risposte: ad esempio, più della metà concordava che i pesci sono intelligenti (61% su una media del 51%) e possono provare emozioni positive (54% su una media di 45%); il 69% si è dichiarato a favore di un divieto all’introduzione dell’allevamento di nuove specie carnivore (su una media del 58%); solo il 14% era d’accordo nel continuare a permettere la vendita di pesci vivi, una percentuale pari a quella tedesca, contro la media del 19%.

Le persone in Italia, sempre secondo il sondaggio, hanno anche dimostrato una maggiore attenzione all’utilizzo dei fondi pubblici: secondo la stragrande maggioranza (91%), il denaro dovrebbe sostenere allevamenti che garantiscono elevati standard di benessere.

In Italia, inoltre, si è registrata la percentuale più alta di persone la cui scelta di acquisto è influenzata dal benessere dei pesci: il 72%, a fronte di una media del 61%.

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