Politica energetica, gli europei abbracciano l’energia pulita ma chiedono sostegno per la transizione (Foto Pixabay)

Cosa significa politica energetica per i cittadini europei? La maggioranza dà priorità alla garanzia di prezzi energetici accessibili per i consumatori. Le risposte dei cittadini pongono infatti un forte accento sull’accessibilità economica dell’energia.

E così per il 40% degli europei una politica energetica europea significa “garantire prezzi dell’energia più accessibili per i consumatori“. Un terzo afferma che politica energetica significa investire in tecnologie energetiche innovative (33%) o ridurre il consumo di energia in tutta Europa (30%).

Interrogati sulla neutralità climatica quale obiettivo dell’Unione europea, oltre otto cittadini su dieci (81%) concordano sul fatto che l’attuazione di un obiettivo di neutralità climatica contribuirà alla lotta dell’Europa contro i cambiamenti climatici e alla protezione dell’ambiente; il 79% concorda sul fatto che la neutralità climatica stimolerà nuovi posti di lavoro e attirerà investimenti nei settori dell’energia pulita o spingerà cittadini, comunità e imprese a svolgere un ruolo nella transizione verso l’energia pulita. Il 76% infine ritiene che la neutralità climatica ridurrà la dipendenza dalle importazioni di energia, mentre per il 69% questa aiuterà a ridurre le bollette energetiche per famiglie e imprese.

L’atteggiamento degli europei verso le politiche energetiche

I risultati dell’Eurobarometro sugli atteggiamenti degli europei verso le politiche energetiche evidenziano inoltre che i cittadini chiedono un ruolo all’Europa: la grande maggioranza degli intervistati, pari al 77%, ritiene che l’Unione europea dovrebbe svolgere un ruolo di coordinamento più forte in materia di energia.

Ancora: i consumatori stanno accettando la transizione energetica ma chiedono un sostegno maggiore.

«I cittadini esprimono grande preoccupazione per l’accessibilità economica dell’energia, pur accogliendo la necessità di una transizione verso l’energia pulita – ha commentato Kadri Simson, commissaria per l’Energia – Riconoscono che l’Ue ha attenuato gli effetti peggiori dei prezzi elevati dell’energia durante la recente crisi energetica, anche riducendo la volatilità dei prezzi e proteggendo i consumatori vulnerabili dagli aumenti dei prezzi, ma vogliono che manteniamo l’attenzione sull’accessibilità economica negli anni a venire. I cittadini sono inoltre convinti dell’obiettivo della neutralità climatica e dei benefici che ne derivano. Il percorso è lungo, ma l’obiettivo è chiaro: la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di combustibili fossili deve essere sostituita da energie rinnovabili prodotte internamente, a vantaggio dei cittadini, delle imprese e dell’ambiente».

Quando è stato chiesto ai cittadini di menzionare le politiche dell’UE degli ultimi cinque anni che hanno apportato un valore aggiunto agli Stati membri, il 35% ha evidenziato il sostegno agli investimenti nelle energie rinnovabili e il 27% ha affermato che l’Ue ha apportato un valore aggiunto investendo in tecnologie energetiche innovative. Nel frattempo, il 25% ha detto che l’Europa ha contribuito a garantire che i prezzi dell’energia fossero il più possibile accessibili. Interrogati sull’ etichetta energetica, tre quarti degli intervistati (75%) affermano che questa ha influenzato la loro scelta quando hanno comprato un elettrodomestico negli ultimi cinque anni.

Consumatori & transizione energetica

Consumare meno energia o ristrutturare casa per renderla più efficiente dal punto di vista energetico: le azioni dei cittadini in tema di politica energetica sono diverse e “i consumatori stanno accettando la transizione energetica, ma chiedono maggiore sostegno”, evidenzia la Commissione europea.

Il 77% dei cittadini intervistati dichiara di aver intrapreso azioni personali, cambiando notevolmente abitudini per consumare meno energia a casa negli ultimi cinque anni. Il 55% ha detto di aver adattato i propri mezzi di trasporto per ridurre il consumo di energia e quattro su dieci (41%) hanno dichiarato di aver modificato i propri modelli di consumo energetico sul luogo di lavoro.

Sul versante casa e ristrutturazioni, un altro dato viene evidenziato da Bruxelles.

“Tra il 44% degli intervistati che hanno adottato misure per ridurre il consumo di energia a casa, quasi la metà ha dichiarato di aver isolato il tetto, le pareti, le finestre o il pavimento. Più di un intervistato su cinque menziona la modifica della caldaia (27%) o l’installazione di pannelli solari (22%). Nel frattempo, quasi quattro su dieci affermano che le misure non sono state adottate per motivi finanziari (37%) o che la decisione spetta al proprietario dell’abitazione o ai condomini (36%)”.

Per gli europei il raggiungimento della neutralità climatica significa anche che la Ue “dovrebbe incoraggiare gli Stati membri a concentrarsi su misure a sostegno delle famiglie in condizioni di povertà energetica (53%), per ridurre il consumo di energia (50%) o misure che aiutino i cittadini a produrre o consumare energia da fonti rinnovabili (50%)”.

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