End the Cage Age, attivisti al Parlamento europeo: “Aprite le gabbie, liberate gli animali” (World Cage Free Day credit Ciwf)
End the Cage Age, attivisti al Parlamento europeo: “Aprite le gabbie, liberate gli animali”
“Aprite le gabbie, liberate gli animali,” è l’appello che attivisti e attiviste da tutta Europa hanno rivolto alla nuova Commissione europea nell’ambito della campagna End the Cage Age
Liberate gli animali dalle gabbie. Lo hanno chiesto davanti al Parlamento europeo i rappresentanti delle associazioni riunite nella coalizione End the Cage Age. L’occasione è stata rappresentata dalla World Cage Free Day di oggi, una giornata lanciata nel 2020 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di vita a cui sono sottoposti circa 300 milioni di animali allevati in gabbia o in recinti individuali in tutta Europa ogni anno. La coalizione End the Cage Age spera dunque questa giornata diventi presto un’occasione per celebrare la fine dell’era delle gabbie. Anche perché lo chiede un’iniziativa dei cittadini europei, la End the Cage Age appunto, lanciata qualche anno fa e firmata da 1,4 milioni di persone nell’arco di un anno.

“Aprite le gabbie, liberate gli animali”
“Aprite le gabbie, liberate gli animali,” è l’appello che attivisti e attiviste da tutta Europa hanno rivolto alla nuova Commissione europea. Raccogliendo l’appello delle associazioni della coalizione italiana End the Cage Age, oggi migliaia di italiani e italiane hanno inviato e-mail alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, perché l’UE presenti la promessa proposta legislativa di divieto d’allevamento in gabbia. Oltre all’azione di protesta online c’è stato un evento in piazza nel primo pomeriggio, davanti al palazzo del Parlamento UE, a Place du Luxembourg, Bruxelles. Qui i rappresentanti della coalizione internazionale – formata da 170 associazioni e guidata da Compassion in World Farming (CIWF) – hanno manifestato liberando simbolicamente da alcune gabbie degli animali di stoffa (suini, galline, conigli e vitelli).
Le associazioni esortano la nuova Commissione a cogliere l’opportunità scaturita dal consenso raggiunto nel rapporto del Dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura dell’UE e a presentare quanto prima, al più tardi entro il 2026, proposte concrete per eliminare gradualmente le gabbie dagli allevamenti UE.
“In questo secondo mandato, la presidente Von der Leyen ha l’occasione di fare la cosa giusta e presentare la tanto attesa proposta di divieto d’allevamento in gabbia – commentano le associazioni partner della coalizione italiana End the Cage Age – Cittadini e cittadine, aziende, comunità scientifica concordano. Non c’è spazio per un sistema obsoleto e crudele come quello delle gabbie negli allevamenti europei, l’UE deve mantenere la parola data.”
Stop alle gabbie, a che punto siamo?
All’iniziativa per il divieto delle gabbie è seguito l’impegno della Commissione europea, giuridicamente vincolante, a presentare entro la fine del 2023 una proposta legislativa per vietare l’allevamento in gabbia. Poi però l’impegno è finito in standby e, racconta la coalizione, “la passata Commissione europea ha deluso le aspettative dei cittadini e delle cittadine, non rispettando l’impegno preso riguardo al divieto delle gabbie negli allevamenti”. Questo ha spinto il Comitato dei Cittadini promotore dell’iniziativa End the Cage Age a presentare ricorso alla Corte di Giustizia UE richiedendo che la Commissione mantenga l’impegno preso. Nel marzo di quest’anno è stato dunque presentato uno ricorso legale ritenuto “storico” perché, spiegano ancora le associazioni, si tratta in effetti della prima azione legale in cui la Commissione europea viene chiamata a rispondere della propria inazione in merito a una ICE su cui aveva assunto un impegno.
A giugno diverse ONG europee hanno poi chiesto alla Corte di giustizia europea di essere autorizzate a partecipare all’azione legale. Le associazioni hanno chiesto di intervenire nel ricorso perché “direttamente danneggiate dal mancato mantenimento da parte della Commissione Europea della promessa di proporre una legislazione per vietare l’allevamento in gabbia”.

