Energia, Federconsumatori: si rischia nuova corsa dei prezzi (Foto Torsten Dettlaff per Pexels)
Energia, Federconsumatori: si rischia nuova corsa dei prezzi
Dinamiche di mercato e tensioni geopolitiche rischiano di alimentare una nuova corsa dei prezzi dell’energia. Il prezzo della materia prima energia elettrica e gas è già cresciuto. Federconsumatori stime ricadute per 455 euro aggiuntive annue a famiglia
Sostegni insufficienti, speculazioni, mancate riforme rischiano di far partire una nuova corsa ai prezzi dell’energia. E le ripercussioni saranno fino a 455 euro in più a famiglia solo quest’anno. Federconsumatori punta i riflettori sulla minaccia del caro energia legata alle dinamiche di mercato e a quelle geopolitiche internazionali (il trasporto del gas alla luce del conflitto russo-ucraino). Si prevedono aumenti fino al 20% o 30%.
Nel frattempo, da febbraio a dicembre dello scorso anno, i costi della materia prima, energia elettrica e gas, sono aumentati: il prezzo della materia prima energia elettrica è cresciuto, da febbraio a dicembre, del +38,5%, quello gas del +42%.
“Questi rincari rischiano di costare circa 455 euro in più all’anno a famiglia, tra costi diretti, pagati in bolletta, e costi indiretti, che si traducono in aumenti dei prezzi di beni e servizi – afferma Federconsumatori – Ad aggravare la situazione emerge, come in passato, l’ombra della speculazione: nella determinazione di questi rincari, infatti, un ruolo determinante è giocato dalle speculazioni finanziarie che operano sui mercati energetici, in particolare sul mercato olandese del TTF. La grande bolla dei prezzi del periodo 2021-2023 non ha insegnato nulla: i consumatori sono ancora in balia della speculazione finanziaria, per di più in un mercato lasciato in mano alle volontà lucrative delle aziende e senza le tutele adottate dal Governo per aiutare le famiglie in quella fase”.
Energia, cosa fare contro la corsa dei prezzi?
L’associazione torna a chiedere un’azione immediata e l’adozione di una serie di misure particolarmente urgenti.
Fra queste, la revisione del metodo di determinazione delle tariffe del servizio di tutela delle vulnerabilità.
“È assurdo che le fasce più deboli siano quelle che, ad oggi, subiscano in maniera più pesante gli effetti di queste speculazioni: in tal senso è necessario svincolare il metodo tariffario da meccanismi di mercato – afferma Federconsumatori – Il servizio di vulnerabilità, a differenza del precedente servizio di maggior tutela, ha assunto un carattere di natura sociale e l’attuale determinazione della tariffa non risponde a questa esigenza”.
Federconsumatori chiede poi di rafforzare le misure di contrasto alla povertà energetica e di alzare la soglia Isee per avere diritto al bonus energetico, aumentandone inoltre il valore; di ridurre l’Iva sul gas e di riformare gli oneri di sistema in bolletta; di rilanciare gli investimenti sulle fonti energetiche rinnovabili e di promuovere le comunità energetiche rinnovabili.

