Morbillo, boom dei casi in Italia: 1045 nel 2024, nove su dieci non erano vaccinati (Foto Pixabay)

Il morbillo è tornato. E l’Italia esibisce numeri impressionanti: nel 2024 sono stati superati i mille casi di morbillo contro i 44 casi che erano stati notificati nel 2023. Un boom di casi di morbillo che dipende da diversi fattori, fra i quali “le coperture vaccinali (CV) nella popolazione non adeguate a interromperne la trasmissione (CV per due dosi <95%), l’importazione di casi da aree geografiche con elevata circolazione del virus, e il tipico andamento ciclico del morbillo”. Il 90% dei casi riguarda persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose.

Come emerge dal Bollettino periodico Morbillo & Rosolia News dell’Istituto superiore di sanità, curato dalla sorveglianza epidemiologica nazionale del morbillo e della rosolia, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2024, in Italia, sono stati notificati 1045 casi di morbillo di cui 53 nel mese di dicembre 2024, numero in aumento rispetto al mese precedente, mentre in tutto il 2023 erano stati 44 i casi notificati.

«L’aumento dei casi nel 2024 è significativo, e riflette quello registrato in tutta Europa e segnalato più volte dall’Ecdc – ha detto Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’IssIl morbillo può essere potenzialmente pericoloso, specie per i più piccoli, ma le sue complicanze possono essere molto gravi anche per gli adulti. Il vaccino, che è sicuro ed efficace, rimane lo strumento principale a disposizione per contrastare questa malattia».

Italia, i numeri in crescita del morbillo

L’Italia è fra i dieci Paesi che hanno segnalato il maggior numero di casi di morbillo nella Regione europea dell’OMS nel 2024 ed è seconda per numero di casi di morbillo nell’Ue/See fra dicembre 2023 e novembre 2024, dopo la Romania. La maggior parte dei casi di morbillo segnalati lo scorso anno riguarda non vaccinati, o vaccinati con una sola dose; oltre la metà colpisce adolescenti e giovani adulti, ma l’incidenza più alta riguarda i bambini sotto 5 anni di età.

“Continuano ad essere segnalati casi in bambini sotto l’anno, troppo piccoli per essere vaccinati, e che pertanto dipendono dall’immunità di popolazione per essere protetti dal morbillo”.

In oltre il 30 dei casi dei casi il morbillo ha portato complicanze, compreso un caso di encefalite.

Le segnalazioni di morbillo sono arrivate da 18 Regioni, con otto regioni che segnalano l’85,1% dei casi – sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Sicilia, Campania, Toscana, Abruzzo, Liguria. L’incidenza più elevata è stata osservata nella P.A. di Bolzano (67,0/milione abitanti) seguita dalla Sicilia (37,3/milione), dall’Abruzzo (37,0/milione), dal Lazio (35,0/milione), dall’Emilia-Romagna (31,6/milione) e dalla Liguria (29,2/milione). A livello nazionale, l’incidenza nel periodo è stata pari a 17,7 casi per milione di abitanti.

In oltre la metà dei casi (51,7%) chi ha contratto il morbillo ha un’età compresa tra 15 e 39 anni e un ulteriore 23,7% ha più di 40 anni di età. Tuttavia, l’incidenza più elevata è stata osservata nella fascia di età 0-4 anni (79,0 casi per milione). Sono stati segnalati anche 50 casi in bambini con meno di un anno di età (126,9 casi per milione).

Lo stato vaccinale è noto per 975 casi dei 1.045 segnalati (93,3%): di questi, 878 casi di morbillo, pari al 90,1%, erano non vaccinati al momento del contagio; 57 casi (5,8%) erano vaccinati con una sola dose; 33 casi (3,4%) erano vaccinati con due dosi. Ci sono state complicanze nel 34,6% dei casi, oltre un terzo. Quelle più frequenti sono state epatite/aumento delle transaminasi (156 casi) e polmonite (114). È stato segnalato un caso di encefalite in un giovane adulto, non vaccinato. Per il 49,5% dei casi (517/1.045) viene riportato un ricovero ospedaliero e per un ulteriore 18,8% (196 casi) una visita in Pronto Soccorso.

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