Sostenibilità ambientale, Antitrust sanziona Gls per pratiche commerciali scorrette (Foto di Davie Bicker da Pixabay)
Sostenibilità ambientale, Antitrust sanziona GLS per pratiche commerciali scorrette
Secondo l’Antitrust GLS ha realizzato un programma di sostenibilità ambientale in violazione delle norme a tutela di consumatori e microimprese
L’Antitrust ha irrogato in solido alle società General Logistics Systems B.V., a capo del Gruppo GLS in Europa, General Logistics Systems Italy S.p.A. e General Logistics Systems Enterprise S.r.l. una sanzione di 8 milioni di euro, per pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 20, 21, 22 e 26, lett. f) del Codice del consumo.
“L’Autorità – si legge in una nota – ha accertato che l’iniziativa di sostenibilità ambientale “Climate Protect”, con cui Gls – gruppo importante e noto – ha costruito la propria immagine green è stata organizzata, finanziata e comunicata senza la trasparenza, il rigore e la diligenza richiesti ad operatori di un settore molto inquinante, quale quello della spedizione, trasporto e consegna di merci”.
GLS, gli accertamenti dell’Autorità
Secondo quanto accertato dall’Autorità, “nell’ambito del programma di sostenibilità ambientale realizzato da General Logistics Systems B.V., le tre imprese hanno utilizzato dichiarazioni ambientali ambigue e/o presentate in modo non sufficientemente chiaro, specifico, accurato, inequivocabile e verificabile sul sito web di General Logistics Systems Italy S.p.A”.
È emerso, inoltre, “che ai clienti abbonati ai servizi di General Logistics Systems Enterprise veniva imposto di aderire a questo programma e di pagare un contributo economico, così da ottenere un certificato, non richiesto, attestante l’avvenuta compensazione delle emissioni di CO2 relative alle rispettive spedizioni.
“Questo contributo – specifica l’Autorità – è stato definito prescindendo da una previa verifica dei costi riconducibili al programma “Climate Protect”, esonerando dal pagamento i clienti di grandi dimensioni e lasciando intendere che le stesse società del gruppo avrebbero contribuito in modo significativo al suo finanziamento. È invece risultato che le società del gruppo Gls, oltre ad aver riversato tutti gli oneri economici legati al programma sui propri clienti abbonati e sulle imprese di spedizioni affiliate alla rete di General Logistics Systems Italy, hanno incassato contributi maggiori dei costi sostenuti per attuare il programma“.
“Inoltre – conclude l’Antitrust – le comunicazioni trasmesse ai clienti abbonati e alle imprese affiliate e le certificazioni sulle compensazioni delle emissioni di CO2 rilasciate a clienti e imprese per le proprie spedizioni sono risultate ingannevoli, ambigue e/o non veritiere“.
Consumatori: serve maggiore severità contro il greenwashing
“Massima severità contro le false pratiche ambientali delle aziende – commenta il Codacons. – Da tempo denunciamo la prassi delle aziende di ricorrere a “green claims” nelle loro strategie di marketing e nella costruzione della propria immagine, messaggi non sempre corretti che spesso sfociano nel fenomeno del cosiddetto “Greenwashing”, ossia un ecologismo di facciata basato su affermazioni non veritiere in tema di sostenibilità e rispetto dell’ambiente di prodotti e attività produttive. Tali pratiche sono in grado di deviare le scelte dei consumatori, sempre più attenti a servizi e prodotti sostenibili e rispettosi dell’ambiente, e alterare il mercato, dirottando centinaia di milioni di euro ogni anno in termini di acquisti e scelte economiche”.
“È inaccettabile che un settore ad alto impatto ambientale come quello della logistica – afferma Martina Donini, presidente nazionale di Udicon – sfrutti la sensibilità ecologica dei consumatori per meri scopi di profitto. GLS ha addirittura trasformato una presunta iniziativa ambientale in una nuova voce di guadagno. Chiediamo maggiore severità contro chi fa greenwashing a tutela dei consumatori e delle aziende che investono davvero in sostenibilità. Servono regole più stringenti e controlli più serrati, perché altrimenti le imprese continueranno a giocare con la fiducia dei cittadini, trasformando la sostenibilità in una opaca strategia di marketing”.

