Animali in Costituzione, l’80% degli atti legislativi non rispetta il principio costituzionale (Foto di Janko Ferlic da Pixabay)

La tutela degli animali è entrata in Costituzione ma la strada per la piena applicazione del principio è ancora in salita. Basti pensare al reato di bracconaggio. Nel caso più grave, l’uccisione dell’orso bruno marsicano, ci si limita a un’ammenda che arriva fino a 10 mila euro. In altri paesi c’è il carcere. È solo uno degli esempi riportati da Legambiente che, a tre anni dall’inserimento del principio della tutela degli animali nella Costituzione, ha analizzato l’attività di intervento legislativa attuata da metà febbraio 2022 al 31 gennaio 2024. Si tratta di leggi, decreti legislativi, decreti-legge, decreti del presidente del Consiglio dei ministri e decreti ministeriali. In breve: a tre anni dalla riconoscimento della tutela degli animali in Costituzione, quasi l’80% degli atti approvati non rispetta il principio costituzionale richiamato dall’art.9 e solo il 20,5% è in linea con la riforma del 2022.

Legambiente chiede allora a Governo e Parlamento di “lavorare per la piena applicazione del principio costituzionale sbloccando l’iter delle leggi migliorative per la tutela degli animali oggi in stallo. Tre le azioni legislative prioritarie: approvare il delitto di bracconaggio, come prevede la direttiva europea del 2024 sulla tutela penale dell’ambiente, un’etichetta “Cage free” per allevamenti più rispettosi del benessere animale e cure veterinarie accessibili a tutti”.

Ambiente e animali in Costituzione

La legge costituzionale del febbraio 2022 ha modificato due articoli della Costituzione, 9 e il 41, e ha inserito nella Carta fra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

Nell’articolo 9 già c’erano la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Con la riforma si è attribuito alla Repubblica anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi ed è stato specificato esplicitamente un principio di tutela per gli animali (“La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”).

A tre anni dall’inserimento della tutela degli animali in Costituzione, Legambiente ha analizzato l’azione legislativa per vedere come i nuovi principi abbiano fatto il loro ingresso nelle norme approvate o vengano ripresi dalle proposte presentate. L’analisi, che va dal 12 febbraio 2022 al 31 gennaio 2024, ha compreso le proposte avanzate dai Governi Draghi e Meloni, dai Gruppi parlamentari, dai singoli Parlamentari, nonché da iniziative di legge popolare o dei Consigli regionali.

La tutela degli animali deve ancora fare molta strada

“Su 617 atti legislativi definitivamente approvati da metà febbraio 2022 al 31 gennaio 2024, sono 91, appena il 14,75%, quelli in cui si parla di animali – spiega Legambiente – Ma andando a stringere il cerchio, di questi 91 quasi l’80% dei provvedimenti approvati in questi tre anni non ha dato seguito al principio costituzionale: in particolare il 67,12% degli atti legislativi non ha tenuto conto di questa novità costituzionale e il 12,33% è andato addirittura contro, peggiorando la tutela per gli animali. Solo il 20,55% degli atti approvati è andato nella direzione indicata dall’art. 9 della Costituzione”.

A questo si aggiunge lo stallo in cui si trovano diverse proposte. Quelle migliorative, ad esempio, fra proposte di legge e disegni di legge, sono quasi tutte bloccate. A livello politico, inoltre, l’attenzione maggiore riguarda gli animali d’affezione mentre quelli selvatici, comprese le specie protette, si ritrovano spesso “sotto attacco” a causa del bracconaggio e privi di un’efficace tutela penale.

Legambiente denuncia che in Italia le specie animali selvatiche, anche se protette e a rischio di estinzione, “sono prive di efficace e proporzionata tutela penale dal bracconaggio e dai traffici illeciti, come prevede, invece, la direttiva europea in materia di tutela penale dell’ambiente”.

Accade così che la più grave fattispecie di reato di bracconaggio prevista dalla normativa vigente, ossia l’uccisione dell’orso bruno marsicano, preveda un’ammenda da 4mila a 10mila euro. Per le altre specie protette si rischiano al massimo un’ammenda da mille a 2 mila euro. Molti Stati fanno meglio. L’Indonesia per bracconaggio prevede condanne fino a 12 anni di pena detentiva, ricorda Legambiente, il Sudafrica fino a 29 anni di reclusione e la Thailandia addirittura fino a 40 anni di carcere.

Rispettare il principio di tutela degli animali

Legambiente invita allora Governo e Parlamento al rispetto del principio costituzionale di tutela degli animali. Sono tre le proposte di legge in stato di stallo e che invece l’associazione chiede di sbloccare.

Una riguarda lo stop al bracconaggio e l’inserimento nel Codice penale del delitto di bracconaggio con pene da tre a sei anni di reclusione, estendendo la sanzioni anche ai traffici di specie protette, come previsto dalla direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente. Legambiente chiede poi un’etichetta “Cage Free” per i prodotti di origine animale che permetta la libera scelta ai consumatori e aiuti gli allevatori che investono in pratiche più rispettose del benessere degli animali. Altra richiesta, che incontra i bisogni di molte famiglie, è quella di cure veterinarie accessibili a tutti attraverso un Piano nazionale, approvato in Conferenza Stato-Regioni, per l’assunzione di veterinari pubblici, il sostegno alle cure veterinarie delle famiglie e la sterilizzazione dei randagi.

«L’Italia in fatto di tutela degli animali – spiega Antonino Morabito, responsabile nazionale benessere animale di Legambiente – con il voto parlamentare all’unanimità nel 2022 ha dato un bellissimo segnale all’Europa e al mondo intero: l’ha pienamente integrata nei principi fondamentali della Costituzione, accendendo il faro che deve illuminare la strada da seguire per tutta la produzione legislativa. Purtroppo, sino ad oggi, non stato così e i dati che emergono da questa ricerca lo dimostrano. A tutte le forze politiche chiediamo un’assunzione di responsabilità per la piena attuazione del principio costituzionale richiamato dall’art.9, a partire dal ridurre l’enorme divario esistente tra noi e altri Paesi nel deciso contrasto normativo al bracconaggio e alle organizzazioni criminali che vi lucrano. L’effettiva ed efficace tutela degli animali coincide anche con la tutela della salute delle persone e dell’ambiente».

Parliamone ;-)