Consumatori, CEC Italia: le procedure “Know Your Customer” sono uno strumento di tutela, ma attenzione alla privacy

Consumatori, CEC Italia: le procedure “Know Your Customer” sono uno strumento di tutela, ma attenzione alla privacy (Foto di Kris da Pixabay)

In occasione della Giornata mondiale dei diritti del consumatore (15 marzo), il Centro Europeo Consumatori Italia (CEC Italia) dedica un focus alle procedureKnow Your Customer” (KYC-conosci il tuo cliente).

Procedure “Know Your Customer”, cosa sono e a cosa fare attenzione

Si tratta – spiega l’associazione in una nota – di “un processo attraverso cui le aziende verificano l’identità online del consumatore attraverso l’autenticazione a due fattori (password + codice temporaneo), l’identificazione elettronica (eID) o la firma digitale“.

In particolare, tale sistema viene utilizzato “da banche, e-commerce e telecomunicazioni per bloccare frodi e riciclaggio, ma anche per marketing mirato: – sottolinea il CEC Italia – offerte personalizzate, accesso limitato a pagamenti, blocchi account che, a volte, si rivelano ingiustificati“.

L’associazione richiama l’attenzione anche sui cosiddetti sistemi di “scoring”, che valutano l’affidabilità creditizia del cliente.

“In Italia – spiega il CEC Italia – il D.lgs. 90/2017 (che attua la direttiva UE 2015/849 antiriciclaggio) obbliga determinati soggetti come banche, professionisti e agenti immobiliari a usare il KYC. Sebbene necessario per prevenire frodi, il KYC deve essere conforme al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e garantire che i dati personali vengano trattati in modo trasparente e sicuro”.

I consigli del Centro Europeo Consumatori

Per prevenire eventuali rischi l’associazione, dunque, invita i consumatori a “essere sempre cauti nell’inviare copia dei propri documenti d’identità, specialmente online. Se li si trasmette, può essere opportuno usare una filigrana (es.: “Copia per ordine n°XXX di [venditore]”) e una data”.

Consiglia, inoltre, di “chiedere sempre la finalità della richiesta dei dati“, ricordando che “il GDPR è lo scudo della nostra privacy e ci riconosce il diritto: a un consenso chiaro per l’uso dei dati; di modificare, correggere, cancellare i dati ed esercitare il controllo sulla condivisione con terzi”.

L’associazione, infine, ricorda che “ad offrire ai cittadini dell’UE un’identificazione sicura e interoperabile sarà presto il Portafoglio Europeo di Identità Digitale, che garantirà una identificazione digitale sicura in tutta l’UE per servizi pubblici/privati, documenti digitali (patente, certificati), firma elettronica e che sarà disponibile entro il 2026“.

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