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(foto Pixabay)

In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, che ricorre oggi 2 aprile, la SINPIA, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, sottolinea l’importanza dell’inclusione e la necessità di modelli di cura per bambini e adolescenti con Disturbi dello spettro autistico secondo le specificità di ogni individuo e di ogni fase della vita, e attraverso un processo di cura continuo, sistematico e personalizzato.

Consapevolezza sull’autismo, l’importanza dell’inclusione

I Disturbi dello spettro autistico – ricorda la SINPIA in una nota – colpiscono circa l’1% della popolazione mondiale e in Italia circa 1 persona su 100;  sono dovuti ad una complessità di cause tutte da chiarire: ad una base neurobiologica si associano fattori ambientali di vario tipo, tra cui infezioni o esposizione a farmaci o agenti tossici in gravidanza, lo status immunologico materno-fetale e l’età avanzata dei genitori al momento del concepimento.

Questa complessità di cause si traduce in una complessità del quadro clinico, dove – oltre ai sintomi specifici del disturbo dello spettro autistico – possono comparire in co-occorrenza altri disturbi di tipo neurologico (epilessia, disturbi del movimento) o di tipo psicopatologico (sempre maggiore è la consapevolezza della possibile comorbidità con disturbi depressivi e ansiosi) che comportano una necessità di cura multidisciplinare, integrata e personalizzata.

“L’autismo – spiega Elisa Fazzi, Presidente SINPIA, Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili, Professore Ordinario dell’Università di Brescia – è una condizione di fragilità specifica del neurosviluppo. Sfida le famiglie che hanno tra i loro componenti una persona autistica, perché non è facile organizzare una vita di relazione e di comunicazione intra familiare che tenga conto delle specifiche attitudini del bambino autistico; sfida la società, perché per raggiungere una reale inclusione è necessario ripensare e riformulare alcuni dei modelli che guidano tutt’ora il mondo della scuola e del lavoro; sfida anche il Servizio Sanitario Nazionale, perché la diagnosi, la cura e gli interventi abilitativi vanno inseriti in un processo di cura continuo, sistematico, a diversi gradi di intensità in base al naturale incedere del ciclo di vita, che sappia tenere insieme alta tecnologia, competenze professionali specialistiche ma anche relazione e continuità di cura”.

Per la SINPIA, il concetto di inclusione si basa sull’accettazione delle diversità, ma va ben oltre: significa progettare e creare ambienti accessibili, favorire l’autodeterminazione, favorire approcci didattici personalizzati, facilitare l’utilizzo di tecnologia assistita, sostenere le classi inclusive e il tutoraggio fra pari, ma anche, in un’ottica di percorso di vita, garantire opportunità di realizzazione personale e professionale.

E la sfida della Neuropsichiatria Infantile – spiega ancora la SINPIA – è quella di riuscire ad integrare tutti questi livelli, dalla ricerca all’inclusione, per prendersi cura dei bambini e degli adolescenti secondo le specificità di ogni persona, di ogni disturbo e delle fasi evolutive, ricordando sempre che i bambini e gli adolescenti non sono adulti in miniatura e che la specificità delle cure in età evolutiva va sempre considerata un valore imprescindibile.

Come riconoscere un Disturbo dello spettro autistico

La SINPIA ricorda, infine, quali sono i campanelli d’allarme a cui fare attenzione, per riconoscere un Disturbo dello spettro autistico nei bambini: non rispondono al proprio nome dopo i dodici mesi; non si voltano verso gli oggetti quando un’altra persona li indica; evitano il contatto con gli occhi e vogliono stare da soli; hanno problemi a relazionarsi con gli altri o non presentano alcun interesse verso le altre persone; non amano essere abbracciati o coccolati o lo accettano solo quando è una loro iniziativa.

E, ancora, i bambini appaiono assenti quando le altre persone parlano loro, ma reagiscono ad altri suoni; presentano un linguaggio immaturo e più in generale un ritardo nelle competenze linguistiche; ripetono le parole o le frasi che sentono invece di usare il linguaggio adeguato all’età e comunicativo; spesso compiono azioni ripetitive come battere le mani, dondolarsi o girare su sé stessi; hanno reazioni inusuali a odori, sapori, suoni o a come le cose si presentano al tatto.

 

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