Economia italiana, UNC: “Quadro desolante, situazione allarmante” (Foto Pixabay per Pexels)
Economia italiana, UNC: “Quadro desolante, situazione allarmante”
L’Istat pubblica la nota sull’andamento dell’economia italiana. Per l’UNC i dati sono noti ma l’insieme è preoccupante: diminuisce il reddito disponibile, calano le vendite al dettaglio, giù la fiducia dei consumatori, aumenta l’inflazione sugli alimentari
La nota sull’andamento dell’economia italiana restituisce un quadro “desolante” di fenomeni che consumatori e famiglie conoscono bene ma che, messi tutti in fila, continuano a raccontare una situazione di criticità. Il giudizio “desolante” viene dall’Unione Nazionale Consumatori e fa riferimento ad alcuni dei fenomeni e dei dati contenuti nella nota sull’economia italiana diffusa oggi dall’Istat e relativa a marzo e aprile 2025.
Famiglie, consumatori, economia
Secondo la stima preliminare, nei primi tre mesi dell’anno il Pil italiano è cresciuto dello 0,3%, risultato migliore di Francia e Germania, ma inferiore alla Spagna.
Fra i dati che interessano più da vicino i consumatori, si segnala che rallenta la crescita della spesa delle famiglie per consumi finali nel quarto trimestre del 2024 rispetto ai tre mesi precedenti (da +0,9 a +0,7). La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici diminuisce di 0,6 punti percentuali rispetto al periodo precedente (8,5% da 9,1% nel terzo trimestre dell’anno). L’Istat evidenzia poi una lieve flessione (-0,1%) del reddito disponibile delle famiglie.
I consumatori si attendono un rialzo dell’inflazione. Ad aprile, si legge nella nota, “sono cresciute tra i consumatori le attese di un aumento dell’inflazione nei prossimi dodici mesi: il 53,2% si attende un rialzo (era il 46,4% a marzo), mentre sono diminuiti sia coloro che si aspettano una riduzione (31,5% rispetto a 34,6% a marzo) sia coloro che si attendono una stabilità (il 13% rispetto al 16,8% a marzo)”.
Sempre ad aprile la fiducia dei consumatori diminuisce per la seconda volta consecutiva, “a sintesi di un generalizzato peggioramento delle opinioni, in particolare delle attese sulla situazione economica dell’Italia e delle valutazioni sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale”.
Nelle dinamiche che riguardano i prezzi, l’Istat registra poi la “forte accelerazione dell’inflazione nei beni alimentari”. Ad aprile i prezzi dei beni alimentari registrano una forte accelerazione sia in termini tendenziali (+3% da +2,4% di marzo) sia in termini congiunturali (+0,6%). Questa crescita riguarda sia i prezzi degli alimentari non lavorati, cresciuti nel solo mese di aprile dello 0,7% (+4,2% tendenziale), sia quelli degli alimentari lavorati, aumentati dello 0,5% rispetto a marzo (+2,3% in termini tendenziali).
A marzo le vendite al dettaglio sono in calo, su base congiunturale, sia in valore sia in volume (-0,5% per entrambi). Considerando il primo trimestre del 2025, in termini congiunturali le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,2% in valore e dello 0,5% in volume. Il calo riguarda sia i beni alimentari (-0,1% in valore e -0,5% in volume) sia i prodotti non alimentari (rispettivamente -0,4% e -0,6%).
UNC: “Situazione economica preoccupante”
«Un quadro desolante! – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, davanti ai dati sull’economia italiana – Anche se il contenuto della nota è solo un sunto di quanto già noto, l’insieme delineato è alquanto preoccupante: rallenta la crescita della spesa delle famiglie, diminuisce il reddito disponibile, calano le vendite al dettaglio, diminuisce la fiducia dei consumatori, aumenta l’inflazione con una forte accelerazione dei beni alimentari. Insomma, peggio di così non si può!».
«Se a questo si aggiunge – conclude Dona – l’elevata e persistente incertezza per via dei dazi annunciati e la vulnerabilità delle imprese a possibili shock da domanda estera, definita dall’Istat stessa come un fattore di particolare criticità, la situazione economica dell’Italia non può che definirsi grave e allarmante».

