Energia, Arera e Guardia di Finanza: dai controlli sbloccati bonus sociali per 2,4 mln (Foto Pixabay)
Energia, Arera e Guardia di Finanza: dai controlli sbloccati bonus sociali per 2,4 mln
Nel 2024 i controlli di Arera e Guardia di Finanza hanno permesso di sbloccare bonus sociali luce e gas non erogati per 2 milioni e 400 mila euro, destinati a 16 mila famiglie. Nel 2025 proseguiranno le verifiche a tutela dei clienti
Autorità per l’energia (Arera) e Guardia di Finanza hanno rafforzato i controlli sui venditori di energia elettrica e gas e nel 2024 hanno svolto verifiche sull’erogazione del bonus sociale e sulle informazioni fornite ai clienti da operatori di call center. Sono aumentate le attività di vigilanza che hanno riguardato, oltre ai bonus sociali, le informazioni fornite dal call center, i cambi di fornitori e il versamento degli oneri generali di sistema.
Bonus sociali sbloccati
Un primo risultato degno di nota è lo sblocco dei fondi per bonus che non venivano erogati.
Sono state completate infatti le attività avviate nel 2023 per la verifica dell’erogazione del bonus sociale elettrico alla clientela in condizioni di disagio economico, con particolare riferimento ad alcuni venditori che non effettuavano correttamente le rendicontazioni previste. Nel corso del 2024, sono inoltre partite nuove verifiche, estese anche al bonus gas, che proseguiranno nel 2025.
Nel complesso, sono stati “sbloccati” bonus sociali luce e gas non erogati per 2,4 milioni di euro, in favore di 16 mila nuclei familiari in difficoltà economica.
I controlli sui call center
Nel 2024 le attività di controllo dell’Arera insieme alle Fiamme Gialle sono state diverse. In particolare, la Guardia di Finanza ha fatto controllo telefonici, delegati dall’Autorità, sulle informazioni fornite ai clienti da operatori di call center riferibili a dieci venditori del mercato libero. Da questi emerge che otto operatori hanno violato le regole del Codice di condotta commerciale: sono dunque partiti i procedimenti per le sanzioni. Questa attività a tutela dei clienti continuerà anche nel corso del 2025.
Le ispezioni congiunte, spiega Arera, hanno anche permesso di individuare un’azienda di vendita che, tramite operazioni informatiche non corrette, ha impedito a migliaia di clienti di cambiare fornitore e ulteriori 2 che hanno chiesto alla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) la indebita reintegrazione degli oneri generali di sistema non riscossi dai clienti, per un totale di circa 1 milione di euro. Nel complesso, l’attività di vigilanza ha portato alla contestazione di “erogazioni” indebitamente percepite a vario titolo per 8,4 milioni di euro, in parte già recuperati.
Il programma per il 2025 prevede, oltre al rafforzamento dei controlli sui venditori, verifiche sulle tariffe della trasmissione elettrica e per l’alimentazione esclusiva dei punti di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico, sulla qualità dei servizi di distribuzione di energia elettrica e sulla sicurezza della distribuzione del gas naturale.
«È importante che sia Antitrust che altre Authority come Arera scendano in campo a supporto del Garante della Privacy contro le scorrettezze dei call center – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Ora, però, urge che il Parlamento tolga valore ai contratti fatti al telefono su luce e gas, dato che, anche a fronte di una telefonata corretta, è impossibile avere un quadro informativo adeguato. Urge che sia sempre considerata aggressiva la pratica di telefonare a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni e che, in tal caso, i consumatori siano indennizzati. Bisogna poi tornare al sistema dell’opt in e obbligare i call center a usare la numerazione riconoscibile indicata dall’Autorità delle comunicazioni, ossia lo 0844».

