Banca d’Italia, nel 2024 oltre 11 mila esposti, più 32% segnalazioni di truffe (Foto Pixabay)

Nel 2024 la Banca d’Italia ha ricevuto oltre 11.800 esposti relativi a lamentele della clientela nei confronti di banche e finanziarie, il 5% in più rispetto al 2023. L’aumento deriva soprattutto da segnalazioni legate a blocchi dell’operatività di carte e servizi di pagamento disponibili tramite home banking e a problemi in fase di esecuzione di bonifici. Aumentano le segnalazioni riguardanti gli strumenti e servizi di pagamento (+45%); le segnalazioni sulle truffe sono in aumento del 32%. Fra queste ultime ci sono anche una trentina di tentativi di truffa che utilizzano indebitamente il nome e il logo della Banca d’Italia allo scopo di guadagnare credibilità nei confronti dell’utente. Se si escludono le lamentele relative a materie estranee alla competenza della Banca d’Italia (16%), nel 54% dei casi i clienti hanno ottenuto l’accoglimento totale o parziale delle proprie richieste dalle banche e finanziarie, anche grazie all’intervento dell’Istituto.

Sono i dati diffusi oggi da Banca d’Italia che ha pubblicato la Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e la Relazione sugli esposti dei clienti delle banche e delle finanziarie sul 2024.

«Dati allarmanti e preoccupanti! – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – In particolare, è gravissimo il dato delle segnalazioni relativi a presunte truffe, con un balzo astronomico del 32% sul 2023. I fenomeni dello smishing, vishing e phishing, specie ora che vengono spesso abbinati anche allo spoofing, sono diventati raggiri particolarmente insidiosi e la lotta contro queste frodi deve diventare una priorità del Paese. Speriamo che con l’entrata in vigore delle nuove regole Agcom si riesca a porre un freno almeno allo spoofing».

L’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario

Nella Relazione sull’attività dell’ABF, nel 2024 i ricorsi presentati all’Arbitro sono stati circa 14.000.

Secondo la Banca d’Italia, si registra una sostanziale stabilizzazione del contenzioso bancario, al netto delle materie seriali (cessione del quinto e buoni fruttiferi postali) che hanno registrato una ulteriore flessione. Aumentano i ricorsi in materie caratterizzate da livelli di complessità più elevati, tra cui conti correnti (+18 per cento) per questioni successorie, chiusura e blocco del conto, nonché quelli relativi a operazioni fraudolente non autorizzate dai correntisti. In particolare, le controversie sugli utilizzi fraudolenti di strumenti di pagamento continuano a rappresentare un aspetto di attenzione nel contenzioso ABF, nonostante siano diminuite; esse hanno riguardato principalmente casi di phishing, spoofing, smishing e vishing. Continuano a rappresentare comunque, spiega Bankitalia, un numero molto contenuto rispetto al totale delle operazioni di pagamento effettuate con strumenti alternativi al contante.

Gli esiti sono stati nel 63% dei casi sostanzialmente a favore del ricorrente (se si considerano anche i casi di cessazione della materia del contendere per accordo intervenuto tra le parti prima della decisione).  Sono stati riconosciuti ai ricorrenti circa 16 milioni di euro, di cui quasi 10 già restituiti alla clientela. Il tempo medio di decisione, in diminuzione rispetto al 2023, al netto delle sospensioni, è stato di 114 giorni, dato inferiore ai 180 giorni previsti dalla normativa.

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