Spoofing, Agcom approva nuove regole contro truffe telefoniche (Foto Pixabay)
Spoofing, l’Agcom approva nuove regole contro truffe telefoniche
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato nuove regole che prevedono il blocco delle chiamate provenienti dall’estero che si camuffano con un numero italiano attraverso lo spoofing. Via libera anche un sistema di bollini per il 5G
La telefonata viene dall’estero ma si camuffa come una chiamata che arriva dall’Italia, da un’istituzione, da una banca, da un’azienda affidabile. E il consumatore risponderà, perché convinto dell’autenticità della telefonata. Spesso dietro la chiamata c’è un tentativo di raggiro basati sulla falsificazione dell’identità di chi chiama, visualizzata attraverso il display. Contro questa pratica, in inglese spoofing, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato una serie di misure di contrasto, con un nuovo Regolamento che aggiorna il precedente, risalente al 2016.
Spoofing, da chi arriva davvero la chiamata?
Lo spoofing è una tecnica che consiste nel camuffare il numero di chi chiama, facendolo apparire come se arrivasse da un’istituzione pubblica o da un’azienda affidabile. L’Agcom ha dunque approvato un nuovo Regolamento con disposizioni a tutela degli utenti che introduce un sistema di doppio filtro tecnologico per bloccare le chiamate dall’estero con numeri falsificati.
Il Regolamento giunge al termine dei lavori di un tavolo tecnico volto ad approfondire le misure per rafforzare la trasparenza delle condizioni dell’offerta dei servizi di comunicazione elettronica e per contrastare lo spoofing, appunto l’illegittima modifica del numero telefonico del chiamante. Al tavolo tecnico hanno partecipato le principali associazioni dei consumatori, le associazioni di imprese, gli operatori di servizi di comunicazione elettronica, esperti e operatori di altri settori direttamente incisi dal fenomeno.
Molti consumatori sono tratti in inganno perché, con lo spoofing, il numero di telefono sembra proprio quello della banca o di un’azienda conosciuta o di un’istituzione pubblica. Questo rende il cliente sicuro e gli fa abbassare la guardia, convincendolo a fornire password o dati della propria carta o altre informazioni che il malvivente userà per sottrarre denaro e fare operazioni fraudolente.
L’Agcom prevede una serie di misure per contrastare sia il telemarketing aggressivo e illegale (attraverso l’utilizzo di un numero telefonico inesistente e non registrato, per impedirne l’identificazione) sia le frodi perpetrate utilizzando un numero telefonico modificato in modo da presentarsi all’utente chiamato come un soggetto pubblico o privato.
Spiega il presidente Agcom Giacomo Lasorella: «L’Autorità si è impegnata ad individuare le soluzioni più avanzate per contrastare le pratiche di telemarketing aggressivo, delle quali tutti siamo quotidianamente vittime. Contiamo su una puntuale e tempestiva applicazione delle nuove regole da parte degli operatori telefonici, in linea con quanto ampiamente discusso nell’apposito tavolo tecnico».
Il blocco delle chiamate
Il sistema dell’Agcom, informa una nota, prevede “il blocco delle chiamate provenienti dall’estero verso l’Italia che espongano un identificativo del chiamante corrispondente, in modo illegittimo, a un numero italiano”.
Gli operatori nazionali che ricevono chiamate consegnate dall’estero avranno l’obbligo di bloccare e non terminare in Italia le chiamate con numero fisso italiano e quelle con numero mobile italiano, a meno che l’utente non sia effettivamente in roaming all’estero.
Due i passaggi previsti per l’operatività delle misure: “il primo, dopo tre mesi, riguarderà il blocco delle chiamate dall’estero con numero chiamante italiano di rete fissa; il secondo, dopo sei mesi riguarderà il blocco delle chiamate con numero chiamante italiano di rete mobile”.
Arrivano i bollini per il 5G
Il Regolamento dell’Agcom introduce inoltre un sistema di classificazione per le offerte di servizi di comunicazione mobile su tecnologia 5G, utile a garantire una maggiore trasparenza agli utenti finali. Ci saranno dei bollini che segnaleranno le caratteristiche del servizio, soprattutto l’esistenza di eventuali limitazioni di velocità.
“Un bollino verde – spiega l’Agcom – indicherà le offerte 5G fornite senza limitazioni contrattuali di velocità imposte dall’operatore. I bollini giallo e rosso, invece, saranno utilizzati per segnalare la presenza di limiti di velocità, con il giallo per limiti di download pari o superiori a 20 Mbit/s e il rosso per limiti inferiori a 20 Mbit/s. All’interno di questi bollini sarà chiaramente indicato il valore del limite di velocità applicato, rendendo immediatamente comprensibile all’utente l’effettiva velocità massima raggiungibile”.
Il Regolamento conferma gli obblighi di trasparenza delle condizioni economiche di offerta esistenti, definendo in modo più puntuale l’elenco delle informazioni che i fornitori di servizi di telefonia e accesso a internet sono tenuti a pubblicare. L’aggiornamento mira a rafforzare i diritti degli utenti attraverso una maggiore chiarezza, completezza e confrontabilità delle offerte disponibili sul mercato. Ci sarà un rafforzamento degli obblighi informativi per le offerte riservate a una predeterminata categoria di utenti.
“Ulteriori novità – aggiunge l’Agcom – riguardano le comunicazioni relative al consumo dei dati: è stato integrato l’obbligo informativo al raggiungimento dell’80% del plafond di Giga previsto dall’offerta, con l’introduzione di un riferimento esplicito al blocco automatico del traffico dati al superamento del 100%. L’utente dovrà dunque esprimere un consenso attivo per riattivare la navigazione, a tutela del controllo dei costi e dell’esperienza d’uso”.
In caso di cessazione dei servizi da parte di un fornitore ci sarà l’obbligo di preavviso di un mese agli utenti, comunicato in modo appropriato e includendo informazioni sulla possibilità di passare per tempo ad un altro operatore.
Udicon: bollino rosso contro il falso 5G
«Sul mercato c’erano offerte pubblicizzate come 5G ma con velocità degne degli anni ’90, inferiori a 10 Mbps – ha commentato Martina Donini, Presidente nazionale Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori) davanti alla delibera Agcom – Una distorsione che ingannava i consumatori che si ritrovavano a navigare come ai tempi dell’ADSL e minava la fiducia nella nuova tecnologia. Abbiamo segnalato da subito questa anomalia e proposto un sistema di bollini simile a quello adottato per la fibra. Oggi la nostra proposta è realtà ed è stata accolta anche nella valutazione finale dell’Autorità».
«Il 5G non può essere utilizzato come leva commerciale a prescindere dalle reali caratteristiche del servizio. Finalmente – prosegue Donini – sarà possibile distinguere in modo chiaro tra un’offerta di qualità e un prodotto che di 5G ha solo il nome. Invitiamo i cittadini a verificare il bollino prima di sottoscrivere un’offerta: è uno strumento semplice, ma fondamentale per evitare scelte inconsapevoli. Positiva è anche l’introduzione di nuove regole per il contrasto allo spoofing e alle chiamate indesiderate. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una crescita esponenziale di chiamate truffaldine, sinonimo di seccature e frodi, spesso mascherate da numeri di banche, enti pubblici o forze dell’ordine».

