Cemento illegale, Mare Monstrum d’Italia: sulle coste 28 reati al giorno (Foto Legambiente)
Cemento illegale, Mare Monstrum d’Italia: sulle coste 28 reati al giorno
I dati di anteprima di Mare Monstrum di Legambiente: il cemento illegale continua a deturpare le coste italiane con una media di 28 reati al giorni, oltre uno l’ora. Il 23 giugno partono le campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi per il monitoraggio delle acque
Il cemento illegale continua a minacciare e deturpare le coste italiane. Il ciclo illegale del cemento, che comprende abusivismo edilizio, occupazioni illecite del demanio marittimo, cave fuorilegge e illeciti negli appalti per opere pubbliche, ha registrato nel 2024 nelle regioni costiere ben 10.332 reati, con un aumento dello 0,7% sul 2023. Si tratta di una media di circa 28 reati al giorno, oltre uno l’ora.
Il ciclo illegale del cemento è una delle manifestazioni più evidenti di un “assalto criminale” ad acque e coste secondo la denuncia di Legambiente, che oggi ha pubblicato i dati di anteprima di “Mare Monstrum 2025”.
Il cemento illegale e il Mare Monstrum
I numeri relativi all’assalto del cemento vengono dall’attività di controllo fatta dalle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto: 534.008 controlli nel 2024, +6% rispetto all’anno precedente.
Diminuiscono le denunce (10.982, -5,7%), gli arresti (8 persone, -42,9%) e i sequestri (1.041, -35,5%), mentre aumentano gli illeciti amministrativi (27.960, +85,6% rispetto al 2023). Il valore economico delle sanzioni amministrative supera i 53 milioni di euro, +46,2% rispetto al 2023. Nel complesso, tra reati e illeciti amministrativi, sono oltre 38.000 le infrazioni accertate nel 2024 (erano 25.319 nel 2023).
Legambiente restituisce anche la “classifica” del mare violato. Al primo posto si conferma la Campania con 1.840 reati accertati, il 17,8% del totale nazionale (erano 1.531 nel 2023), che registra anche il primato per persone denunciate (2.073) e arrestate (4) e il numero dei sequestri (343). Si conferma seconda la Puglia con 1.219 reati accertati (sebbene in calo rispetto ai 1.442 del 2023), l’11,8% del totale nazionale. Al terzo posto la Sicilia, con 1.180 reati (11,4%).
La Toscana è quarta con 946 reati (il 9,2% dei reati nazionali) e scavalca la Calabria – ora al quinto posto – con 869 reati (8,4%).
“In generale – spiega Legambiente – si conferma pesante il bilancio nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa nelle quali si concentra quasi la metà dei reati, per un totale di 5.108 illeciti gravi (49,4%), con 5.377 denunce e 6 arresti. A seguire il Veneto (746 reati, il 7,2%) e il Lazio (649 reati, il 6,3%) che si ferma al settimo posto, nonostante il primato negativo conquistato sul versante degli illeciti amministrativi (7.089, rispetto ai 1.110 del 2023)”.

Partono Goletta Verde e Goletta dei Laghi
I dati sul cemento illegale arrivano in occasione dell’avvio ufficiale, il 23 giugno, delle storiche campagne di Legambiente Goletta Verde 2025 e Goletta dei Laghi 2025.
«Con le nostre campagne storiche – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – vogliamo promuovere le opportunità delle rinnovabili (con un particolare focus sull’eolico offshore), del turismo sostenibile e della tutela dei preziosi ecosistemi marini e lacustri e, al tempo stesso, denunciare la morsa del mattone illegale sulle coste, il problema della dispersione dei rifiuti plastici nell’ambiente e i ritardi dell’Italia rispetto al trattamento delle acque reflue, che minaccia non solo la qualità delle acque ma spesso anche il turismo. Lo dimostrano le 4 procedure di infrazione europee che procedono nel loro iter e l’ultima sanzione pecuniaria scattata il 27 marzo 2025. Ad oggi, secondo la Corte dei conti, sono stati versati oltre 200 milioni di euro solo per la prima multa, che aumenteranno nei prossimi anni».
Goletta Verde, giunta all’edizione numero 39, porterà al centro delle sue attività di denuncia e informazione proprio la cementificazione selvaggia, insieme alla mala depurazione, alla dispersione dei rifiuti plastici nell’ambiente marino costiero, all’inquinamento da microplastiche delle acque interne e lacustri e alla dipendenza dalle fonti fossili.
Quest’anno Goletta dei Laghi compie invece 20 anni. Dal 2006 al 2024 ha monitorato un totale di 65 laghi in 14 regioni. Su 2150 punti campionati, il 63% è risultato nei limiti, il 10% inquinato ed il 27% fortemente inquinato. “Un bilancio – spiega Legambiente – che lascia l’amaro in bocca: infatti, nell’arco di periodo considerato, non si è registrata neanche una timida diminuzione dei punti fuori dai limiti di legge, a dimostrazione degli scarsi o poco efficienti interventi strutturali su impianti di depurazione, sistemi di raccolta delle acque reflue e presenza di scarichi illegali”.
Al servizio SOS Goletta di Legambiente i cittadini potranno segnalare scarichi anomali, chiazze sospette o casi di inquinamento lungo le coste, le spiagge e i laghi.

