Ecoforum, Legambiente: la transizione ecologica fa bene all’ambiente e all’economia
Ecoforum, Legambiente: la transizione ecologica fa bene all’ambiente e all’economia
Quasi otto italiani su dieci ritengono che la transizione ecologica abbia benefici economici e ambientali. Nove su dieci bocciano il ritorno del nucleare. L’Ecoforum di Legambiente e Kyoto Club punta su produzioni circolari, fonti rinnovabili e cicli produttivi puliti
La transizione ecologica fa bene all’ambiente e all’economia. Gli italiani vedono i benefici e gli elementi positivi del passaggio a un’economia green e circolare mentre bocciano le prospettive di ritorno al nucleare. Not in my back yard è il sentimento diffuso per eventuali centrali nucleari: oltre nove su dieci non le vogliono nelle vicinanze, il 39% le boccia del tutto. Le opinioni dei cittadini sulla transizione ecologica e sull’economia circolare vengono dal XII Ecoforum nazionale di Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, in corso oggi e domani a Roma. Appuntamento che vuole far raccontare ai protagonisti dell’economia circolare come si può praticare il “Clean Industrial Deal” che l’Europa sta varando.
L’Ecoforum chiede dunque al Governo di mettere l’economia circolare al centro del Clean Industrial Deal.
«L’economia circolare italiana – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – continua a rappresentare un’eccellenza a livello europeo, ed è strategica per lo sviluppo di filiere industriali innovative e competitive. Produzioni circolari, energia da fonti rinnovabili, transizione ecologica sono un motore anche per la nuova occupazione verde e per abbassare la bolletta sempre più pesante per i bilanci di famiglie e imprese. Il sondaggio Ipsos presentato oggi all’Ecoforum dimostra che le cittadine e i cittadini del nostro Paese sono pronti a giocare questa sfida e non ne vogliono sapere di nuove centrali nucleari in Italia. Puntiamo sulle produzioni pulite, senza perdere tempo con soluzioni irrealizzabili e che sono state messe fuori mercato per gli elevati costi. Solo così rafforzeremo le basi del Clean Industrial Deal made in Italy».
Al via la prima giornata della XII edizione dell’ @EcoForumLegamb nazionale: le filiere industriali dell’#economiacircolare.@StefanoCiafani
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— Legambiente (@Legambiente) July 1, 2025
Gli italiani e la transizione ecologica
Dal sondaggio Ipsos “L’Italia e la sostenibilità” emerge la consapevolezza degli italiani sul fatto che la transizione ecologica sia un pilastro per l’economia. Fa bene all’ambiente, al clima, alle aziende, all’occupazione e fa risparmiare i cittadini. A riconoscere benefici ed elementi positivi della transizione ecologica è il 79% degli intervistati. Per il 34% la transizione ecologica è fondamentale per la salvaguardia del pianeta; per il 24% è utile per abbassare il costo dell’energia e le bollette per famiglie e imprese; per il 22% rappresenta il futuro e “le aziende che non lo comprendono prima o poi saranno fuori mercato”, e porterà ad avere prodotti migliori, più sicuri per la salute. Quasi la metà del campione (47%) ritiene che il Governo debba incentivare l’impiego delle fonti di energia pulite.
C’è poi una decisa bocciatura verso il ritorno del nucleare.
Spiega Legambiente: “La stragrande maggioranza del campione, il 91%, non vuole centrali nelle vicinanze: il 39% non le vuole per niente, mentre il 29% le vuole almeno a 100 km di distanza, il 23% ad almeno 50 km. E i potenziali benefici della produzione di energia dall’atomo sarebbero troppo tardivi (per il 37% degli intervistati potrebbero arrivare in 20 anni), mentre il 25% ritiene che non ci saranno mai, perché i costi sono incalcolabili”.
Sull’economia circolare, invece, gli italiani non sono pienamente consapevoli delle buone posizioni dell’Italia. Solo il 16% del campione ritiene che le prestazioni italiane sull’economia circolare siano superiori alla media europea, mentre il 37% pensa erroneamente che il Paese sia sotto agli standard dell’Europa.
«L’economia circolare e più in generale quella che chiamiamo green economy sembrano non godere di buona salute a leggere i giornali, le dichiarazioni di certi politici e persino gli atti della stessa Commissione Europea che dopo avere lanciato il Green Deal ora tentenna e dubita persino di procedere con la Direttiva Green Claims, quella che dovrebbe servire a contrastare il fenomeno del greenwashing – spiega Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club – Ma la realtà continua a marciare invece nella direzione giusta: le imprese che partecipano al nostro Forum rappresentano al meglio quel pezzo del sistema economico italiano che ha consentito al nostro Paese di vantare molti record europei in questo settore, quelle imprese che continuano a essere in piena salute, a crescere negli investimenti e nella realizzazione degli impianti necessari per l’economia circolare, a offrire occupazione e attenzione ai territori in cui sono insediate».

