Direttiva Green Claims a rischio, Codici: ritirare la proposta sarebbe una grave retromarcia

Direttiva Green Claims a rischio, Codici: ritirare la proposta sarebbe una grave retromarcia (Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay)

Il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno annullato l’incontro negoziale previsto ieri sulla Direttiva Green Claims, a seguito dell’annuncio della Commissione europea circa l’intenzione di ritirare la proposta legislativa, arrivato qualche giorno fa. La proposta era nata con l’obiettivo di proteggere i consumatori da pratiche di marketing ambientale ingannevoli, obbligando le aziende che intendono utilizzare dichiarazioni di marketing ambientale complesse in Europa a presentare preventivamente tali dichiarazioni, corredate di prove a supporto, a verificatori nazionali accreditati per la valutazione e l’approvazione.

“Abbiamo discusso con la Commissione europea durante il fine settimana e, date le circostanze, abbiamo deciso di non procedere con il trilogo – hanno dichiarato fonti della presidenza polacca dell’Unione europea, secondo quanto riportato dall’Ansa -. “Stiamo mettendo in pausa” il dossier: “ci sono troppi dubbi e abbiamo bisogno di chiarezza da parte della Commissione europea sulle sue intenzioni, solo allora potremo decidere i prossimi passi da compiere”.

Secondo quanto si apprende dall’Ansa, la Commissione Ue aveva motivato l’intenzione di ritirare la proposta legislativa sulla Direttiva Green Claims con la “preoccupazione sull’onere amministrativo per le piccole imprese. Tuttavia pochi giorni prima, la commissaria all’Ambiente, Jessika Roswall, aveva ricevuto richiesta formale di ritiro da parte del Partito popolare europeo e di altri gruppi di destra all’Eurocamera”.

La Direttiva sulle dichiarazioni ambientali (Green Claims) era stata proposta dalla Commissione Ue a marzo 2023. Il 12 marzo 2024 il Parlamento aveva adottato la sua posizione e il Consiglio aveva concordato la sua posizione il 17 giugno 2024. La chiusura dei negoziati sul testo definitivo del progetto di legge, iniziati a gennaio 2025, era quindi prevista per ieri, lunedì 23 giugno. Incontro poi ufficialmente annullato dal Consiglio.

Al momento, comunque, l’esecutivo Ue non ha ancora formalizzato la richiesta di ritiro.

Direttiva Green Claims, l’appello di Codici: nessun passo indietro

Intanto Codici ha rilanciato l’appello del Beuc, rivolto alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in merito alla Direttiva Green Claims.

“Il greenwashing è una problematica molto seria – ha dichiarato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e sempre più consumatori sono attenti a questo tema per via delle conseguenze sull’ambiente. C’è un aumento considerevole di green claims fuorvianti. Diminuendo la fiducia nei confronti delle aziende e dei loro slogan ecologici, diminuiscono anche le scelte sostenibili e questo è un danno grave nei confronti delle società responsabili”.

L’associazione ha ricordato che, secondo un sondaggio condotto dal Beuc, realizzato in 16 Paesi, i consumatori non riescono a distinguere tra affermazioni ambientali veritiere e ingannevoli.

“È necessario che le istituzioni garantiscano che quanto sostenuto sul piano ambientale sia affidabile – ha proseguito Giacomelli. – Per questo motivo riteniamo che la Direttiva Green Claims sia fondamentale. È uno strumento che porta benefici sia ai consumatori, che potranno scegliere in maniera chiara e consapevole, che alle aziende, proteggendo quelle che veramente investono nella sostenibilità e non nascondono i loro affari dietro un ambientalismo di facciata. Ritirarla sarebbe una grave e pericolosa retromarcia dopo anni di faticosi passi avanti verso la sostenibilità”.

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