Scuola

(Foto Pixabay)

Per molti bambini e ragazzi settembre è il mese del ritorno a scuola: nuovi inizi, amicizie ritrovate, zaini che profumano di carta fresca. Ma per le famiglie italiane, accanto all’entusiasmo, cresce la preoccupazione per un altro appuntamento fisso: il caro scuola.
Libri sempre più costosi, corredo scolastico che lievita di anno in anno, affitti universitari in continuo aumento. Il rientro in classe rischia di trasformarsi, per molti, in una vera e propria “stangata” economica. A lanciare l’allarme è l’Unione Nazionale Consumatori, che analizzando i dati Istat fotografa una situazione difficile: il costo dell’istruzione continua a correre più veloce dell’inflazione generale.

Corredo scolastico: penne e quaderni sotto accusa

Non va meglio per il materiale scolastico. Quaderni e risme di carta segnano un incremento dell’1,5% sul 2024, ma se si tiene conto degli aumenti del 2022 e 2023, il costo complessivo è oggi più alto del 20,3% rispetto al 2021.
Le penne, le matite e gli evidenziatori registrano l’impennata più evidente: +6,9% sul 2024, +16,6% sul 2022 e +24,2% sul 2021. Anche gli alloggi universitari, già difficili da trovare nelle grandi città, segnano un rincaro medio del 6% sul 2024 e del 13,6% rispetto al 2023, confermando la difficoltà delle famiglie a sostenere i costi dell’istruzione.

L’appello al Governo: “Serve un decreto urgente”

“Il Governo deve intervenire immediatamente contro il caro scuola”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Nel mirino, soprattutto la Legge 128/2011, che impone un tetto massimo del 15% agli sconti sui libri scolastici. Un limite che, secondo l’associazione, rappresenta una vera e propria “tassa occulta del 10% a danno delle famiglie”.
Anche l’Antitrust, nel suo ultimo rapporto sull’editoria scolastica, ha riconosciuto che i costi dei libri non dovrebbero gravare sui consumatori, vista la funzione sociale dell’istruzione. Tra le proposte avanzate: abolizione dell’Iva sui testi scolastici, più ampie detrazioni fiscali e stop agli abusi legati alle licenze digitali che impediscono il riutilizzo dei codici online.

Consigli pratici per risparmiare

In attesa di un intervento normativo, l’Unione Nazionale Consumatori fornisce una serie di suggerimenti utili per ridurre la spesa:

  • Acquistare nella grande distribuzione o online, dove sono consentiti sconti fino al 15%.
  • Comprare libri usati, con un risparmio fino al 50%, o scambiarli tra studenti.
  • Valutare gli e-book, a patto che la scuola ne consenta l’uso.
  • Ricorrere alle biblioteche scolastiche o comunali, chiedendo il comodato d’uso annuale.
  • Evitare acquisti affrettati: attendere le indicazioni dei professori e le reali necessità.
  • Non inseguire la moda per il corredo: zaini e astucci senza marchi o personaggi possono costare fino al 40% in meno.

Un impegno per il diritto allo studio

Tra inflazione, norme penalizzanti e speculazioni di mercato, il rischio è che la scuola diventi sempre più un lusso. Per questo l’associazione dei consumatori invita Governo e Parlamento a rivedere le regole e a tutelare concretamente le famiglie.
Intanto, piccoli gesti quotidiani e scelte consapevoli possono aiutare a contenere i costi, trasformando il rientro a scuola in un momento meno gravoso e più sereno.

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