Cambiamento climatico, Legambiente: ghiacciai alpini sempre più sotto pressione
La seconda tappa della Carovana dei ghiacciai di Legambiente fa tappa in Valmalenco. Tra arretramenti record, eventi meteo estremi e rifiuti abbandonati, la montagna chiede rispetto e consapevolezza.
Il 2025 segna un nuovo allarme per le Alpi a causa del cambiamento climatico. Secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, da gennaio a luglio si sono registrati 83 eventi meteo estremi nell’arco alpino. Piogge intense e alluvioni sono i fenomeni più frequenti, con la Lombardia che guida la triste classifica con ben 30 eventi in soli sette mesi, seguita da Veneto (18) e Piemonte (17).
Questi dati mostrano come la crisi climatica non colpisca solo le pianure e le città, ma ridisegni in profondità anche i paesaggi d’alta quota.
Il ghiacciaio Ventina: un gigante fragile
La Carovana dei ghiacciai ha scelto come tappa italiana il ghiacciaio Ventina, in Valmalenco. Monitorato da oltre un secolo, è oggi simbolo evidente della trasformazione in atto. Negli ultimi dieci anni la sua fronte ha arretrato di circa 400 metri, un regresso senza precedenti dal 1895. Anche la superficie si è drasticamente ridotta: dai 2,10 km² del 1957 agli appena 1,38 km² rilevati nel 2022.
Oltre al ritiro frontale, preoccupano i fenomeni di instabilità: frane e colate torrentizie, accentuate dalle piogge intense, e lembi di ghiaccio morto che minacciano la stabilità della morena laterale destra, rendendo l’area frontale del ghiacciaio più pericolosa.
Montagna fragile: rispetto e consapevolezza
“Frane, crolli, valanghe estive e piene improvvise stanno diventando fenomeni sempre più frequenti anche in alta quota”, ha dichiarato Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente.
La crisi climatica, aggiunge, non significa smettere di frequentare la montagna, ma viverla con maggiore prudenza e responsabilità: prepararsi adeguatamente, conoscere i propri limiti, informarsi sulle condizioni meteo e non lasciare tracce del proprio passaggio.
Un messaggio ribadito con l’iniziativa Clean Up in quota, organizzata insieme a “Puliamo il Mondo”: durante la camminata verso il ghiacciaio sono stati raccolti rifiuti di ogni tipo, dalla plastica ai mozziconi di sigaretta, fino a oggetti insoliti come calzini e tubetti di crema solare. Segno che la montagna, già fragile per i cambiamenti climatici, è messa a dura prova anche dall’incuria dei visitatori.
La scienza al fianco dei ghiacciai
Gli esperti della Fondazione Glaciologica Italiana e del Servizio Glaciologico Lombardo sottolineano come il Ventina sia un indicatore chiave delle trasformazioni alpine. L’accelerazione del regresso a causa del cambiamento climatico impone nuove tecniche di monitoraggio, come la fotogrammetria da droni, aerei e satelliti, superando i metodi tradizionali. Solo così sarà possibile comprendere a fondo i processi in corso e mettere in campo azioni di adattamento adeguate.
Una firma per i ghiacciai
La tappa sul Ventina è parte di un viaggio più ampio che porterà la Carovana in Alto Adige, Germania e Piemonte, con un obiettivo chiaro: mantenere viva l’attenzione sul destino dei ghiacciai alpini. Legambiente invita a sostenere la campagna firmando la petizione online “Una firma per i ghiacciai”, che chiede al Governo sette interventi concreti per salvare questi preziosi ecosistemi.
Un invito che è anche un impegno collettivo: proteggere i ghiacciai significa proteggere il futuro delle montagne e delle comunità che vivono a valle.

