Monitoraggio 2025 Unicef: ecco le cose da fare per l’infanzia e l’adolescenza in Italia (Foto Alexander Grey per Pexels)
Monitoraggio Unicef, ecco le cose da fare per infanzia e adolescenza in Italia
Unicef Italia lancia il Monitoraggio 2025 dell’Agenda “Le Cose Da Fare” per l’Infanzia e l’Adolescenza. Le priorità: cambiamento climatico, educazione di qualità, non discriminazione, salute mentale
I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia richiedono di agire su quattro priorità: cambiamento climatico, educazione di qualità, non discriminazione, salute mentale e benessere psicosociale. A individuare queste aree prioritarie di azione è il Monitoraggio 2025 “Le cose da fare: Agenda Unicef 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza” presentato oggi da Unicef Italia.
Si tratta di un documento programmatico, un’agenda che vuole dare a Governo e Parlamento analisi e proposte sulla situazione dei bambini e degli adolescenti in Italia, sulla base di indicatori e dati derivanti da fonti pubbliche (in particolare Istat). Il Monitoraggio si rivolge soprattutto alle Camere, in vista della ripresa dei lavori parlamentari. La nuova sessione di bilancio, spiega Unicef Italia, “rappresenta un’opportunità concreta per il Parlamento di rendere più efficace l’azione a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso scelte politiche e risorse che mettano al centro i diritti delle nuove generazioni”.
Monitoraggio Unicef, le priorità per infanzia e adolescenza
«Il Monitoraggio Unicef 2025 è un invito a non abbassare la guardia, ad agire con consapevolezza e responsabilità, per trasformare l’Agenda ‘Le cose da fare’ in un piano di azione reale e condiviso per migliorare il presente e il futuro di bambini e adolescenti in Italia», afferma Nicola Graziano, Presidente dell’Unicef Italia.
Come spiega nel Monitoraggio, «le priorità sulle quali si concentra il nostro impegno – cambiamento climatico, non discriminazione, educazione di qualità e salute mentale e benessere psicosociale – riflettono le sfide più urgenti identificate a livello globale e si ispirano ai desideri espressi, in Italia, direttamente dai bambini e dai ragazzi in occasione del 75° anniversario della nascita dell’UNICEF».
Cambiamenti climatici e ansia
I dati raccolti nei quattro settori evidenziano l’urgenza di interventi.
In tema di cambiamento climatico, ad esempio, Unicef ricorda che quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambine, bambini e adolescenti del mondo è esposta ad una combinazione pericolosa di shock climatici e ambientali e quasi il 90% del carico globale delle malattie associate ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e all’inquinamento ricade sui bambini sotto i 5 anni. In Italia il 67,9% dei giovani tra i 14 e i 19 anni, quasi sette su dieci, si è dichiarato preoccupato per i cambiamenti climatici.
Non discriminazione e istruzione
L’area della non discriminazione richiama un insieme di fenomeni che vanno dalla povertà minorile alla disabilità, all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. In Italia nel 2023 c’erano 1 milione e 295 mila minori in povertà assoluta, un dato in crescita, mentre le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minorenni sono quasi 748mila, con un’incidenza pari al 12,4%.
Il tema dell’educazione di qualità fotografa il tasso dei Neet in Italia (i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione), che nel 2024 sono il 15,2%, in calo rispetto agli anni passati (nel 2021 erano il 23,1%) ma con forti divari territoriali e di genere. La spesa pubblica per l’istruzione in Italia, nel 2023, rappresenta il 3,9 per cento del Pil, a fronte di una media UE del 4,7%.
I servizi educativi per l’infanzia continuano ad avere forti disuguaglianze territoriali. Il tasso medio di copertura ha raggiunto il 30%, in miglioramento, ma diverse aree d’Italia rimangono a livelli molto più bassi rispetto al Livello Essenziale delle Prestazioni, fissato a 33 posti ogni 100 bambini entro il 2027. Le differenze sono particolarmente evidenti nel Mezzogiorno, dove la copertura è ben al di sotto della media nazionale: Campania 13,2%, Sicilia 13,9%, Calabria 15,7%. Al contrario, il Centro-Nord ha già raggiunto e superato la copertura essenziale.
Lo stato della salute mentale
Altra priorità per l’infanzia e l’adolescenza individuata dal Monitoraggio Unicef è quello della salute mentale. Nella Ue si stima che oltre 11 milioni di bambini e giovani di età pari o inferiore a 19 anni (13%) soffrano di una condizione di salute mentale. I tassi aumentano con l’età da circa il 2% dei bambini di età inferiore ai 5 anni a circa il 19% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
“L’ansia ambientale è molto sentita tra i più giovani insieme all’urgenza di politiche climatiche più incisive; – evidenzia il Monitoraggio Unicef – i minorenni sono la fascia più esposta alla povertà in Italia; per quanto riguarda la disabilità e le barriere architettoniche, la lentezza negli adeguamenti infrastrutturali penalizza gravemente l’inclusione scolastica; il calo dei minorenni stranieri non accompagnati accolti nel SAI sembra evidenziare una riduzione della qualità e continuità dell’accoglienza; il miglioramento del tasso di Neet è positivo, ma l’Italia resta sopra la media europea, con forti divari territoriali e di genere; sulla salute mentale la situazione è stazionaria, ancora fragile, in un contesto in cui la salute mentale giovanile è fortemente influenzata da precarietà, isolamento, disagio sociale”.
Il Monitoraggio rappresenta uno strumento fondamentale per verificare il grado di attuazione degli impegni assunti in materia di diritti dell’infanzia, in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e le più recenti Raccomandazioni del Comitato ONU sui diritti dell’infanzia.

