riconoscimento facciale

https://pixabay.com/it/photos/aeroporto-donna-volo-imbarco-2373727/ (Foto Pixabay)

Il Garante della Privacy ha disposto lo stop temporaneo dei sistemi di riconoscimento facciale utilizzati come accredito biometrico negli aeroporti italiani. Il provvedimento riguarda gli unici due scali che avevano introdotto questo servizio: Milano Linate e Roma Fiumicino. La decisione nasce dall’esigenza di verificare la corretta protezione dei dati personali dei passeggeri che avevano aderito volontariamente ai programmi sperimentali.

Nessun divieto generale alla tecnologia

In un aggiornamento ufficiale pubblicato il 18 settembre, il Garante della Privacy ha precisato che non esiste alcun divieto generale all’uso del riconoscimento facciale in ambito aeroportuale.

L’autorità ha chiarito di non voler “ostacolare l’innovazione”, purché vengano rispettate le regole europee sul trattamento dei dati biometrici. La sospensione si riferisce esclusivamente alle soluzioni tecnologiche adottate da SEA, società che gestisce gli scali milanesi, considerate non pienamente conformi agli standard di protezione previsti.

Le sperimentazioni a Linate e Fiumicino

Il primo scalo italiano a introdurre questa tecnologia era stato Milano Linate tra il 2019 e il 2020, con il programma sperimentale Faceboarding attivato in collaborazione con ITA Airways e Scandinavian Airlines. Il sistema permetteva ai passeggeri di imbarcarsi senza mostrare documenti, previa registrazione volontaria su un portale dedicato e con validità di un anno.

Roma Fiumicino aveva seguito l’esempio nel 2024 con il progetto You Board, anch’esso basato sull’adesione facoltativa. Le autorità regolatorie avevano avviato già a fine 2024 un’indagine sulla gestione dei dati personali, che ha portato alla sospensione preventiva del servizio nella capitale.

Il nodo della protezione dei dati biometrici

Secondo i dati diffusi, al 31 luglio quasi 25.000 viaggiatori avevano utilizzato questi sistemi. Tuttavia, l’indagine del Garante della Privacy ha evidenziato una criticità sostanziale: i dati biometrici rimarrebbero “nell’esclusiva disponibilità del gestore aeroportuale”, senza adeguati meccanismi di controllo attivo da parte degli utenti. L’autorità chiede quindi l’adozione di soluzioni che garantiscano una maggiore tutela e trasparenza nella gestione delle informazioni sensibili.

Innovazione e privacy, serve un nuovo equilibrio

La sospensione non rappresenta uno stop definitivo al riconoscimento facciale in aeroporto, ma un invito a ripensarne l’implementazione.

Il Garante della Privacy ha ribadito che la tecnologia è ammissibile se progettata nel rispetto della normativa europea e se bilancia le esigenze di semplificazione delle procedure di imbarco con la protezione dei dati personali. Le prossime mosse dipenderanno dalla capacità degli operatori di proporre soluzioni più sicure e conformi, in grado di coniugare efficienza e tutela dei diritti dei passeggeri.

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