Sicurezza a scuola, 71 crolli nell’ultimo anno (Foto Caleb Oquendo per Pexels)

A scuola crollano calcinacci, intonaco, solai, soffitti, controsoffitti. Talvolta finestre, cornicioni e neon. Vengono già gli alberi nei giardini. La sicurezza a scuola si scontra con la realtà di edifici nei quali i crolli continuano ad aumentare. E solo per fortuna, o per caso, non ci sono vittime. Fra settembre 2024 e settembre 2025 nelle scuole italiane ci sono stati 71 crolli, un numero mai raggiunto negli ultimi 8 anni e ancora in aumento (nel 2023/2024 erano stati 69).

La scuola che crolla

Cittadinanzattiva restituisce questo numero dall’analisi della rassegna stampa locale, che segnala gli episodi di distacchi di intonaco, crolli di soffitti, controsoffitti, solai, tetti ma anche cadute di finestre, muri di recinzione e alberi nei giardini e nei cortili.

I crolli di quest’anno sono stati 29 nelle regioni del Sud e nelle Isole (40,8%), 23 in quelle del Nord (32,4%), 19 nelle regioni del Centro (26,8%).

I crolli a scuola hanno provocato 19 feriti, dei quali 9 studenti, oltre che danni all’ambiente scolastico, interruzione della didattica e paura fra gli studenti e le famiglie. Fortunatamente – e vale sottolineare la parola, considerati i rischi scampati – questi crolli sono avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole.

 

Cittadinanzattiva sicurezza a scuola 2025

 

Edilizia scolastica vetusta

Ma nella scuola l’emergenza crolli continua per una serie di ragioni che continuamente vengono ricordate e denunciate: la vetustà degli edifici scolastici e dei materiali con cui sono stati costruiti – la metà di essi ha circa 60 anni e il 49% è stato costruito prima del 1976, prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica; la manutenzione carente o assente; la riduzione degli investimenti nelle indagini diagnostiche su soffitti e solai; la scarsa tempestività degli interventi segnalati.

Cittadinanzattiva ha fatto il punto sullo stato dell’edilizia scolastica, e della sicurezza a scuola, a partire dai dati ufficiali presenti nell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica e dall’analisi contenuta nel suo XXIII Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola”.

«L’aggiornamento dell’Anagrafe è il risultato di una azione da noi promossa, attraverso l’invio di una istanza di accesso civico rivolta a fine luglio al Ministero dell’Istruzione e del Merito, perché pubblicasse l’aggiornamento dei dati alle annualità 2024/2025, congiuntamente al deposito da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle di una interrogazione parlamentare di cui è stato primo firmatario l’Onorevole Antonio Caso – ha detto Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – Da anni ci battiamo perché sia garantito agli studenti e alle loro famiglie il diritto ad avere informazioni aggiornate e trasparenti circa la sicurezza degli istituti scolastici frequentati, e allo stesso tempo che ci sia una adeguata programmazione degli interventi attraverso i dati contenuti nella Anagrafe».

Adeguamento sismico indietro

Il report sulla sicurezza a scuola segnala, oltre ai crolli, anche il dato sugli infortuni, che è in aumento. Gli infortuni occorsi nel 2024 agli studenti e certificati dall’INAIL sono stati 78.365, +7.463 rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2023 gli infortuni sono aumentati del 10,53% .

C’è molto da fare sull’adeguamento sismico. Su oltre 60 mila sedi scolastiche il 46%, pari a oltre 27 mila sedi, si trova in zone a elevata sismicità ma solo il 4% delle scuole hanno avuto recenti interventi di adeguamento sismico e solo il 3,8% di miglioramento sismico. Una scuola su cinque non ha redatto il Documento di Valutazione dei Rischi e il Piano di Evacuazione (o non ha dato comunicazione). Ne è in possesso l’80% delle scuole.

Amianto, problema irrisolto

La presenza di amianto negli edifici scolastici è un problema ancora irrisolto.

Nel 2021 l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) ha censito 2.292 edifici scolastici non ancora bonificati, pari al 4,3% degli istituti. Si stima che siano esposti circa 356.900 studenti e 50.000 membri del personale.

La contaminazione non riguarda solo le coperture esterne, ma anche elementi interni come impianti elettrici e pavimentazioni in linoleum. Le città più interessate sono Torino con 66 scuole contaminate, Milano con 89 edifici, Genova con 154 istituti.

Altri dati sulla scuola: il 59% degli edifici scolastici non è in possesso dell’agibilità (oltre 23 mila scuole); al 58,36% manca la prevenzione incendi (oltre 22 mila scuole); il collaudo statico è assente nel 42,09% dei casi.

Studenti con disabilità, scuola inaccessibile

L’accessibilità della scuola agli studenti con disabilità evidenzia enormi carenze.

Solo il 41% degli edifici scolastici risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. Nel 50% dei casi manca un ascensore o ne è presente uno non adatto al trasporto delle persone con disabilità. Mancano il servo scala interno (37%), i bagni a norma (26%) o le rampe interne per il superamento di dislivelli (25%).

Ancor più marcata la mancanza di ausili senso-percettivi destinati all’orientamento degli alunni con disabilità sensoriali: solo il 17% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili per gli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti solo nell’1% delle scuole (Report Istat 2023/2024).

Condizionamento, chi l’ha visto?

Davanti alla crisi climatica e alle richieste di cambiamento del calendario scolastico, gli impianti di riscaldamento e condizionamento delle scuole continuano a essere inadeguati. Il riscaldamento più diffuso nelle scuole è quello centralizzato a metano (69,14%), mentre solo 1.472 sedi scolastiche, pari al 2,45%, sono dotate di impianti solari termici.

Si dibatte sul cambiamento e sull’ampliamento del calendario scolastico (“scuole aperte d’estate”) ma solo il 7,42% delle scuole ha un impianto di condizionamento e ventilazione.

“Tre miliardi di euro in tre anni”

Dopo gli interventi previsti per le scuole dal Pnrr e l’aumento delle quote dell’8xmille destinate all’edilizia scolastica, arrivate nel 2024 a 59 milioni di euro, Cittadinanzattiva chiede che si passi ad un intervento strutturale ed ordinario per garantire la sicurezza a scuola.

Cittadinanzattiva chiede di “prevedere, con la prossima Legge di Bilancio, uno stanziamento di tre miliardi di euro in tre anni. Un fondo – spiega l’associazione – che servirebbe per realizzare nuovi interventi di messa in sicurezza delle scuole, nuove indagini diagnostiche di soffitti e solai, per realizzare altre palestre e mense e per dotare finalmente di impianti di condizionamento tutte le 360mila aule scolastiche”.

Spiega Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva: «Chiediamo che all’impegno dei cittadini faccia seguito un riscontro politico altrettanto importante, prevedendo lo stanziamento di fondi triennali, nella cifra di 3 miliardi a partire dalla prossima Legge di Bilancio, per investire in maniera continuativa sull’edilizia scolastica anche dopo il PNRR e per dotare tutte le aule scolastiche di impianti di condizionamento. Le risorse senza programmazione non sono sufficienti. E per questo è importante che l’Osservatorio nazionale dell’Edilizia Scolastica, fermo da due anni e mezzo, sia riconvocato al più presto, affinché possa esercitare pienamente tutte le sue funzioni istituzionali in relazione alla fase conclusiva del PNRR, alla programmazione triennale ordinaria degli interventi, ai programmi volti alla diffusione della cultura della sicurezza».

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