Bolzano propone la tassa di soggiorno per i cani (Foto Pixabay)
Tassa di soggiorno per i cani, la proposta di Bolzano
La Provincia di Bolzano ha proposto un ddl che prevede una tassa annuale per i cani residenti e una tassa di soggiorno per i cani “turisti”. Enpa: si trasformano gli animali in un “bancomat fiscale”
L’Alto Adige propone la tassa per i cani e, novità unica, una tassa di soggiorno per gli amici a quattro zampe che viaggiano con la famiglia umana. La Provincia di Bolzano ha proposto un disegno di legge che reintroduce la tassa annuale per i cani residenti, stimata in circa 100 euro l’anno (con l’esenzione di due anni per i cani registrati nella banca dati genetica) e una tassa di soggiorno per i cani “turisti” di 1,50 euro al giorno.
La notizia è stata lanciata dal Dolomiten e ripresa da diverse agenzie. Insieme a questi provvedimenti è previsto l’addio definitivo all’esame del Dna obbligatorio, che doveva permettere di risalire alle persone che non rimuovevano le deiezioni dei propri cani. L’incasso delle misure andrebbe alla pulizia delle strade e alla realizzazione di are per cani. I provvedimenti del ddl scatterebbero dal 2026.
“Si trasformano gli animali in bancomat fiscali”
Le associazioni di tutela degli animali bocciano la tassa annuale per i cani e la tassa di soggiorno.
«Si tratta di un vero e proprio autogol della Provincia di Bolzano», ha commentato Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa (Ente nazionale protezione animali). Gli animali non sono un lusso e colpirli con nuove tasse potrebbe addirittura favorire gli abbandoni, e comunque scoraggiare chi viaggia con i familiari a quattro zampe.
«Dopo il fallimento clamoroso e costoso dell’assurdo progetto del dna dei cani, invece di puntare su educazione civica, controlli mirati e sensibilizzazione dei cittadini – continua Rocchi – si sceglie ancora una volta la strada più facile: tassare gli animali e i loro proprietari. Questa misura non solo penalizza le famiglie e i turisti che scelgono di viaggiare con i loro cani, ma manda anche un messaggio profondamente sbagliato: trasformare gli animali in un bancomat fiscale. È paradossale che in un territorio che vive di turismo e accoglienza si pensi di colpire proprio chi sceglie una vacanza rispettosa e inclusiva, portando con sé il proprio compagno a quattro zampe».
“Tassa illegittima, punitiva, irragionevole”
LNDC Animal Protection considera la tassa per i cani e la tassa di soggiorno per i cani-turisti una misura “ illegittima, oltre che punitiva e irragionevole”.
«Riteniamo che l’adozione di una misura fiscale di questo tipo rappresenti una politica miope, penalizzante per le famiglie e potenzialmente pericolosa per gli animali stessi – afferma Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection – Reintrodurre tasse dirette sugli animali domestici significa, di fatto, trasformare il possesso di un cane in un peso economico, disincentivando la responsabilità. È un modello che rischia di favorire l’abbandono anziché la cura, e che colpisce chi sceglie con consapevolezza di avere un animale in casa».
L’associazione ricorda poi che la cosiddetta “tassa sui cani” è stata abrogata nel 1991; che un ddl provinciale andrebbe in contrasto con una legge dello Stato; che entrano in gioco anche principi costituzionali.
“Anche la Corte Costituzionale, inoltre, ha già bocciato in passato leggi regionali sugli animali quando erano in contrasto con quelle statali”, prosegue l’associazione. La tassa di soggiorno esiste, ma è calcolata sulla persona. “Non esiste quindi nessuna base normativa nazionale che permetta di chiedere una tassa di soggiorno specifica per i cani”, rivendica LNCD.

