IA

https://www.pexels.com/it-it/foto/mano-dito-futuro-robot-8386440/(Foto Tara Winstead per Pexels)

Il tecno-entusiasmo non conquista gli italiani e di fronte alla rapida diffusione dell’IA e delle nuove tecnologie, prevale il pragmatismo: l’86% dei cittadini, secondo i dati Coldiretti/Censis, ritiene che occorra valutare con attenzione i benefici e i costi dell’innovazione in termini di qualità della vita, condizioni di lavoro e impatto ambientale.

L’argomento è stato al centro del XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, dove si è svolta un’originale intervista “ibrida”: un confronto con il presunto esperto di etica delle tecnologie cognitive, Marco Nakamura, che si è poi rivelato… un avatar creato dall’intelligenza artificiale.

Tecnologia e ambiente: tra innovazione e sostenibilità

Il 67% degli italiani chiede maggiore attenzione all’impatto ambientale delle infrastrutture digitali, dai data center al consumo di energia e acqua.
Per molti, la vera domanda etica non è se l’intelligenza artificiale sia pericolosa, ma se l’uomo saprà governarla con la stessa intelligenza con cui l’ha creata.

Una posizione di prudenza “attiva” che si riflette anche nel rifiuto diffuso verso il cibo sintetico, percepito come minaccia alla salute e alla libertà alimentare, e nel sostegno invece alle tecnologie agricole sostenibili.

Agricoltura 5.0: quando la tecnologia serve la terra

Secondo Coldiretti, 7 italiani su 10 promuovono le innovazioni che migliorano la produttività agricola e riducano gli sprechi.
Il settore dell’agricoltura 4.0 e 5.0 vale oggi 2,3 miliardi di euro, con oltre un milione di ettari digitalizzati.
Droni, sensori e piattaforme come Demetra consentono di gestire le aziende agricole in modo più efficiente e sostenibile, anche da smartphone.

Il progetto Coldiretti Next, avviato nell’ambito del PNRR, rappresenta il primo Polo Digitale dell’agricoltura italiana, con un censimento di 10.000 imprese agricole e l’obiettivo di alfabetizzare digitalmente l’intero comparto.

Tecnologia sì, ma con responsabilità

“Il progresso tecnologico è motore di sviluppo, ma quando le macchine iniziano ad agire autonomamente per obiettivi propri, rischiamo di separare il progresso tecnico da quello umano.” — ha affermato Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti.

Gesmundo avverte del pericolo del “suprematismo tecnologico”, che potrebbe portare a una deresponsabilizzazione collettiva e a una società dove le scelte sul futuro vengano delegate ai proprietari delle tecnologie.
Una riflessione che riporta al centro la dignità del lavoro, la sostenibilità ambientale e la cultura del limite come fondamento del progresso.

L’Italia, più che tecno-entusiasta, si conferma tecno-consapevole. Non teme l’innovazione, ma vuole assicurarsi che resti umana, inclusiva e sotto controllo. Perché il vero futuro dell’IA non sarà scritto dalle macchine, ma da come gli uomini sceglieranno di usarle.

Parliamone ;-)