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Volo in ritardo: fulmine su aereo per la Corte UE è una “circostanza eccezionale”
Una sentenza chiarisce quando le compagnie aeree possono essere esentate dal pagamento del rimborso ai passeggeri in caso di ritardo o cancellazione dei voli.
Un volo della Austrian Airlines, poco prima di atterrare a Iași, in Romania, è stato colpito da un fulmine. L’impatto ha reso necessarie una serie di ispezioni obbligatorie di sicurezza, come previsto dai protocolli aeronautici internazionali, impedendo al velivolo di ripartire per il volo successivo verso Vienna.
Un passeggero, giunto a destinazione con un volo sostitutivo dopo oltre sette ore di ritardo, ha chiesto un risarcimento di 400 euro tramite la società AirHelp, in base al regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei. La compagnia, tuttavia, si è rifiutata di pagare, sostenendo che l’episodio fosse dovuto a una circostanza eccezionale non prevedibile né controllabile.
La decisione della Corte di Giustizia
Investita della controversia, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che l’impatto di un fulmine su un aereo può essere considerato una circostanza eccezionale, a condizione che tale evento renda necessarie ispezioni di sicurezza che ritardino la rimessa in servizio del velivolo.
Secondo i giudici di Lussemburgo, infatti, il rischio di folgorazione rientra tra le condizioni meteorologiche incompatibili con l’effettuazione del volo, già contemplate dal legislatore europeo come eventi eccezionali.
Poiché il fulmine non è collegato al normale funzionamento dell’aereo e sfugge al controllo della compagnia aerea, non può essere considerato un evento imputabile al vettore.
Sicurezza prima della puntualità
Nella sua decisione, la Corte ha sottolineato un principio chiave: la sicurezza dei passeggeri deve prevalere sulla puntualità dei voli.
L’obiettivo della normativa europea, ha spiegato la Corte, è evitare che le compagnie aeree si sentano spinte a trascurare le verifiche tecniche pur di rispettare gli orari di partenza, mettendo così a rischio l’incolumità dei passeggeri e dell’equipaggio.
Pertanto, quando un evento naturale come un fulmine impone ispezioni tecniche obbligatorie, la compagnia aerea non è automaticamente tenuta al risarcimento economico.
L’onere della prova spetta alla compagnia
La Corte, tuttavia, ha precisato che per essere esentata dall’obbligo di compensare i passeggeri, la compagnia aerea deve dimostrare di aver adottato tutte le misure ragionevoli per limitare le conseguenze dell’evento, come ridurre i tempi di fermo o trovare soluzioni alternative per i viaggiatori.
Spetterà ora al giudice austriaco valutare, nel caso specifico, se Austrian Airlines abbia effettivamente fatto tutto il possibile per minimizzare il ritardo e assistere i passeggeri coinvolti.
Una sentenza che fa chiarezza
La pronuncia della Corte di Giustizia contribuisce a delineare in modo più preciso i confini della nozione di “circostanza eccezionale” nel trasporto aereo, tema spesso oggetto di controversie.
In sostanza, eventi imprevedibili e incontrollabili – come condizioni meteorologiche estreme o, appunto, un fulmine – possono esonerare le compagnie dall’obbligo di risarcimento, purché sia garantito il pieno rispetto delle procedure di sicurezza e la corretta gestione dell’assistenza ai passeggeri.

