Caregiver, Cittadinanzattiva e Carer: fondo irrisorio, manca la legge, promesse tradite (Foto Gustavo Fring per Pexels)

Un fondo “irrisorio” sui caregiver nella bozza della legge di Bilancio. Mentre manca ancora la legge nazionale. Per Cittadinanzattiva e Carer (Associazione caregiver familiari) dal Governo arrivano “promesse tradite” sui caregiver. La legge di Bilancio, all’articolo 53, prevede l’istituzione di un fondo pari a 1,15 milioni per il 2026, che dovrà salire a 207 milioni dal 2027, per finanziare “iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. Per il primo anno, le risorse sono poche e certo non possono bastare per i bisogni di milioni di famiglie. Ma quello che manca ancora è una legge nazionale.

Esigue risorse in assenza di una legge

“Si tratta di risorse assai esigue che non possono far fronte ai bisogni di una platea di caregiver stimata in oltre 7 milioni che assistono quotidianamente oltre 4 milioni di persone disabili e non autosufficienti – spiegano Cittadinanzattiva e Carer – Ma soprattutto si stanziano fondi in assenza di una legge nazionale più volte annunciata e che dovrebbe, prima di tutto, definire la platea dei beneficiari e le tutele previste”.

Il tavolo tecnico interministeriale promosso nell’ottobre 2023 si è infatti arenato senza produrre alcun documento preparatorio per stendere una proposta di legge.

«I caregiver – siano essi conviventi o non conviventi, siano essi  a supporto di persone con disabilità o di persone anziane non autosufficienti – ogni giorno fanno fronte alle carenze strutturali del sistema pubblico, con una attività di sostegno e cura il cui valore economico è stimato tra il 2,5  e il 3% del PIL italiano», dichiarano Loredana Ligabue, segretaria di CARER, e Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.

Manifesto-appello sui caregiver

A ottobre 2024 le due organizzazioni hanno promosso un Manifesto-Appello per una legge sui caregiver inclusiva ed equa, che ha raccolto l’adesione di oltre 100 organizzazioni, fra Enti locali, associazioni, sindacati pensionati e confederali, ordini professionali. Nell’appello chiedono una definizione ampia di caregiver, che riconosca diritti e tutele anche se il caregiver non convive o non è un familiare della persona assistita; il suo coinvolgimento nella stesura del Progetto di vita o Progetto Assistenziale Individualizzato della persona assistita; una legge che preveda l’attivazione di tutele crescenti rapportate al carico assistenziale e agli impatti/bisogni del caregiver, e risorse congrue.

«Ad un anno di distanza dal nostro Manifesto, e alla luce di quanto previsto nella bozza di Finanziaria, chiediamo dunque al Governo – concludono le due associazioni – di esplicitare la proposta legislativa e di sottoporla al confronto parlamentare perché si arrivi ad un testo di legge adeguato alle attese e ai bisogni dei caregiver. Risposte senza le quali si compromette la qualità della vita di milioni di cittadine/cittadini e si impatta negativamente sulle possibilità del sistema di rispondere alle sfide di un Paese con una popolazione sempre più longeva».

 

 

E i caregiver degli anziani?

Un altro problema è legato al fatto che la bozza della manovra lega il fondo al caregiver familiare di persona con disabilità. La bozza della legge di Bilancio spiega che il Fondo è destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa “finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale”. Non si fa riferimento a malati cronici o anziani.

Spiega su Facebook la deputata Pd Ilenia Malavasi: “il Governo non solo ha ignorato la “Riforma della non autosufficienza” del 2023, ma ha fatto una scelta selettiva ed escludente: la Manovra, infatti, incardina il sostegno solo sulla disabilità, tagliando fuori completamente i caregiver di persone anziane non autosufficienti. Questa è una visione parziale e discriminatoria, che crea divisioni tra i soggetti fragili e nega il riconoscimento a milioni di caregiver: riconoscere dignità solo a una piccola parte di loro, lasciando indietro chi si occupa degli anziani, per esempio, è un tradimento della promessa di equità e inclusività e in un Paese che invecchia rapidamente questo significa abbandonare milioni di famiglie alla loro solitudine”.

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