Plastica, da Rimini un'alleanza per la salute del mare (Foto credit Comune di Rimini)
Plastica, da Rimini un’alleanza per la salute del mare
Plastica=petrolio=cancro. Questo il messaggio di un’iniziativa che parte da Rimini, un’alleanza contro la plastica in mare, per la sostenibilità e per scelte consapevoli da parte dei cittadini. Appuntamento il 3 novembre sul Molo
No alla plastica monouso. E no alla plastica in mare. Perché plastica uguale petrolio uguale cancro. Parte da Rimini e dalla Romagna un’alleanza contro la plastica in mare che unisce città e paesi di mare. Un’azione di sensibilizzazione per la sostenibilità del mare e di consapevolezza verso i cittadini perché facciano scelte consapevoli, con il ricorso a contenitori che non siano di plastica monouso.
La natura del mare
Lunedì 3 novembre al Rockisland sul Molo di Rimini, nel giorno che precede l’inaugurazione del Salone Ecomondo, parte l’alleanza tra città e paesi di mare intorno all’Italia, il cui titolo è: “Naturalità dell’ambiente, per la salute umana, e non solo”. L’evento che dà il via al progetto è ideato e promosso dall’associazione Basta Plastica in Mare Network insieme a importanti collaborazioni; il progetto si svolgerà per tutto il 2026 in collaborazione con ISDE (l’associazione dei Medici per l’Ambiente), Marevivo, la Fondazione Piano Strategico e gran parte dell’associazionismo ambientalista. Lunedì a Rimini il suo evento di lancio. L’appuntamento rientra nel calendario “La Natura del Mare”, dedicato ogni anno a un tema che sappia sensibilizzare cittadini, imprese e istituzioni su “idee e azioni per l’ecosistema marino”.

Contro l’abuso della plastica monouso
Il messaggio che i consumatori riceveranno (sulle spiagge, negli ambulatori medici) sarà sintetico: Plastica = petrolio = cancro.
L’obiettivo della campagna è quello di “contrastare l’abuso della plastica monouso e le sue conseguenze sul mare, sulla salute e sul clima, con un cambiamento culturale e di consumo basato su responsabilità e consapevolezza individuale e collettiva”.
Il tutto nell’ottica dello Sviluppo Sostenibile al 2030, ormai dietro l’angolo, che al goal 14 è dedicato alla tutela del mare, con molto obiettivi che (in realtà) sono stabiliti già prima di quell’anno. “Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo l’inquinamento marino di tutti i tipi, in particolare quello proveniente dalle attività terrestri, compresi i rifiuti marini e l’inquinamento delle acque da parte dei nutrienti. Entro il 2020 gestire e proteggere in modo sostenibile gli ecosistemi marini e costieri per evitare impatti negativi significativi, anche rafforzando la loro capacità di recupero e agendo per il loro ripristino, al fine di ottenere oceani sani e produttivi”.
Fuorisalone 2025 è promosso da APS Basta Plastica in Mare Network, in collaborazione con ISDE (medici per l’Ambiente), MAREVIVO, Fondazione Piano Strategico, Comuni Virtuosi, A Buon Rendere, Spesa Sballata. Con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Rimini e Comune di Vasto. (Qui il programma completo).
Inquinamento mondiale da plastica
L’inquinamento da plastica ormai è una crisi globale. Si stima che nel 2024 il mondo abbia prodotto 400 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Un insieme di bottiglie, contenitori, packaging, magliette in poliestere che devasta gli ecosistemi, alimenta la crisi climatica ed espone gli esseri umani a inquinanti potenzialmente nocivi, nonché alla proliferazione di microplastiche che finiscono nell’ambiente, nella catena alimentare e nel corpo umano.
Una delle principali fonti di inquinamento sono i prodotti monouso in plastica, che fanno parte della vita quotidiana ma creano forti problemi di contaminazione dell’ambiente e intasano i sistemi di smaltimento dei rifiuti. Fra i più comuni ci sono bottiglie d’acqua, contenitori dispenser, sacchetti da asporto, posate usa e getta, sacchetti per congelatore e schiuma da imballaggio. A fronte di tutto questo il riciclo non basta, anche perché riguarda una piccola parte dei prodotti in plastica.
“Secondo uno studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – ricorda l’Unep – solo il 9% circa della plastica viene effettivamente riciclato. Le ragioni sono diverse. Molti prodotti in plastica non sono progettati per essere riutilizzati e riciclati. Alcuni sono troppo fragili per essere riciclati, mentre altri possono essere riciclati solo una o due volte. Molti paesi non dispongono delle infrastrutture per raccogliere e riciclare i rifiuti di plastica. Ma forse il problema più grande: i sistemi di riciclaggio non riescono a tenere il passo con l’esplosione dei rifiuti di plastica. La produzione globale di plastica è raddoppiata tra il 2000 e il 2019”.

