Immigrazione: Idos smonta stereotipi e rilancia sei proposte per il futuro
Presentata la 35ª edizione del Dossier Statistico Immigrazione 2025 di Idos: denuncia, numeri e sei proposte per un’Italia più giusta e consapevole
“Come nel mito della caverna di Platone, la maggior parte degli italiani vede dell’immigrazione solo caricature grottesche create ad arte”. Con questa immagine potente Luca Di Sciullo, presidente del Centro studi e ricerche Idos, ha aperto la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2025, tenutasi al Nuovo Teatro Orione di Roma.
Una metafora per descrivere l’“immigrazione immaginaria” costruita su pregiudizi e false percezioni: “ci rubano il lavoro”, “vivono alle nostre spalle”, “portano malattie”. Stereotipi che resistono, nonostante i dati e la realtà dimostrino il contrario.
Secondo Di Sciullo, il vero problema è che “gli immigrati in carne e ossa non li incontriamo quasi mai davvero”, e così i migranti diventano bersagli facili per la rabbia collettiva, simboli distorti di fragilità e frustrazioni sociali mai risolte.
Tra esultanze e sadismo legislativo: la denuncia di Idos
Il discorso del presidente si è fatto via via più severo: “Non stupisce che i potenti di oggi rispecchino una regressione collettiva a uno stadio antropologico che pensavamo superato”.
Un’accusa diretta alle politiche che alimentano ingiustizie e sfruttamento, generando – ha detto Di Sciullo – “tristi e prosaiche esultanze”: quelle delle agromafie, degli imprenditori disonesti, dei trafficanti di esseri umani e persino di chi si compiace della costruzione dei centri di detenzione in Albania, costati “oltre un miliardo di euro”.
A queste derive si aggiunge ciò che Di Sciullo definisce “sadismo legislativo”: porti lontani assegnati alle ong impegnate nel soccorso in mare e detenzione fino a 18 mesi nei Cpr, “un inferno che continua a macchiare la coscienza del Paese”.
“Proposte degne dell’italianità autentica”
Dopo la denuncia, arrivano le proposte. Di Sciullo richiama l’Italia “autentica”, quella radicata in una tradizione umanistica e civile capace di ritrovare sé stessa anche di fronte alla paura.
Tra le sei proposte avanzate dal presidente di Idos:
- Abolire il contratto di soggiorno, che lega il destino del migrante al datore di lavoro, restituendo libertà e dignità;
- Ripristinare il permesso di soggiorno per ricerca lavoro, per favorire l’incontro diretto tra domanda e offerta;
- Creare canali di integrazione tra titolari di protezione e mondo del lavoro;
- Rendere strutturali i corridoi umanitari, modello efficace di ingresso legale e sicuro;
- Revocare il Memorandum con la Libia e altri Paesi terzi, per porre fine all’esternalizzazione dei confini;
- Chiudere i Cpr, sostituendoli con centri aperti e protetti per il reinserimento sociale.
Un piano che, secondo Di Sciullo, rappresenta “un atto di civiltà degno dell’Italia che vogliamo essere”.

