cibo

(Foto di StockSnap da Pixabay)

Per i giovani italiani il cibo è molto più di un bisogno: è un valore identitario e culturale. Secondo l’indagine “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro e presentata a Roma dal presidente Andrea Tiso, 9 giovani su 10 dichiarano di fare personalmente la spesa o, comunque, di impegnarsi per seguire una dieta equilibrata.

L’89% sarebbe disposto a spendere di più per alimenti di qualità, mentre il 79% presta grande attenzione alla provenienza del cibo, considerata determinante per uno su quattro.

Tra innovazione e tradizione

Sul fronte dell’alimentazione artificiale le opinioni sono più divise. Quattro giovani su dieci non mangerebbero mai prodotti a base di farina di insetti, con una netta prevalenza tra le donne (48%). Tuttavia, il 34% vede in questi nuovi alimenti una necessità per salvare il pianeta, mentre il 24% li considera una forma di innovazione.

Anche sulla carne coltivata in laboratorio o stampata in 3D le posizioni restano caute: per il 7% sostituirà del tutto il cibo naturale, per il 55% solo in parte. Le motivazioni che spingerebbero a provarla sono soprattutto la curiosità e la percezione di modernità (34%), più che il prezzo (12%). Un giovane su tre, però, resta contrario al consumo di qualsiasi forma di cibo sintetico.

Agricoltura e allevamento: pilastri del futuro

La ricerca mostra anche un forte senso di riconoscenza verso il mondo agricolo. Per la metà dei giovani intervistati agricoltura e allevamento sono attività indispensabili, e per il 34% rappresentano una cura concreta per il territorio.

L’84% ritiene che gli agricoltori contribuiscano al benessere delle persone, l’80% riconosce il loro ruolo nella tutela ambientale e il 77% li considera veri custodi del territorio.

Quanto ai contributi economici al settore, per l’84% sono una misura necessaria per salvaguardare il patrimonio alimentare italiano.

Un futuro sostenibile e consapevole

“Le nuove generazioni – spiega Andrea Tiso di Confeuro – dimostrano di avere una visione chiara e responsabile del rapporto tra cibo, ambiente e salute. Investire nella formazione e nella valorizzazione del settore primario significa dare un futuro all’Italia”.

Un futuro che, per i giovani under 35, passa da un’alimentazione di qualità, sostenibile e autentica, capace di unire tradizione e innovazione senza rinunciare ai valori della nostra cultura alimentare.

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